• Diritto regionale

  • La lezione dovrebbe essere un momento più interattivo, la lezione costruisce il discorso che si sta facendo, è più difficile da seguire rispetto alla slide ma provate voi ad alzare la mano interrompere e io ricomincio cosi la lezione è davvero un valore aggiunto rispetto a un schema da rileggere a casa.

  • Lezione 8

  • Il tema dei diritti in generale è uno dei temi tipici delle costituzioni. Una costituzione normalmente si compone in due parti: una che si occupa dei diritti, cioè che contiene un catalogo una relazione di alcuni diritti ritenuti più importanti di altri, e una seconda parte che si occupa dell'organizzazione dei pubblici poteri; e così anche la nostra costituzione si divide per l'appunto in due parti.

  • Lezione 11

  • Benché il termine “informazione” non compaia testualmente nella Costituzione, si ritengono coperti dall’Art. 21 Cost. anche informazioni e notizie, non solo il pensiero, questo poiché non si è in presenza di diritti distinti, bensì di un’unica libertà interamente compresa. Riguarda la libertà di esprimere i propri pensieri o di mantenerlo riservato, ed è una libertà riconosciuta e tutelata all’interno dell’Art. 21 Cost. I maggiori limiti a questo aspetto della libertà si riscontrano soprattutto nell’ambito della Pubblica Amministrazione, della Sicurezza dello Stato e della Salute pubblica, ovvero laddove la mancata espressione provochi un danno alla cosa pubblica, o allo Stato e ai suoi membri.

  • Il termine pubblicità riveste un duplice significato quello dell’ essere pubblico e quello del rendere pubblico. Il primo per dire che qualcosa è accessibile al pubblico, il secondo pubblicità si intende il rendere pubblicamente noto un determinato evento. La nozione legale di pubblicità però si lega al lessico delle imprese per il quale pubblicità è sinonimo di pubblicità commerciale, ossia comunicazione rivolta al pubblico per stimolarlo al compimento di un certo tipo di atto economico (acquisto di beni o servizi). È la natura economica l’elemento qualificante della pubblicità commerciale la quale si differenzia da un’analoga forma di comunicazione ,la propaganda che si propone di stimolare comportamenti non economici e non di tipo commerciale. Il testo normativo che per primo ha aperto la strada all’attuale nozione giuridica di pubblicità è stato il codice di autodisciplina. Con contenzioso pubblicitario si fa riferimento alle vertenze che possono insorgere in ordine alla violazione di numerose disposizioni che regolano la comunicazione pubblicitaria. Gli organismi a cui è affidato il compito di giudicare se una certa pubblicità sia o non sia in contrasto con le norme che la regolano sono numerosi e di diversa natura e sono diverse le procedure che si svolgono davanti a essi.

  • Con il termine antitrust (anti-monopolio) si indica il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici. Tale complesso normativo, detto anche Diritto antitrust o Diritto della concorrenza, esercita una tutela di carattere generale al bene primario della concorrenza inteso quale meccanismo concorrenziale, impedendo che le imprese, singolarmente o congiuntamente, pregiudichino la regolare competizione economica adottando condotte che integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e concentrazioni idonee a creare o rafforzare una posizione di monopolio. La legge quindi introduce due fondamentali forme di violazione: l'abuso di posizione dominante e l'intesa restrittiva della concorrenza.

  • La funzione della pubblicità di promuovere l’acquisto di beni e servizi si traduce in una funzione concorrenziale. Il nostro ordinamento è basato sulla libertà concorrenziale. La libertà però deve mantenersi entro certi limiti. Nell’ ordinamento statuale queste regole sono espresse in una serie di norme nell’art. 2598. C.C. L’art 2598 n. 1 C.C reprime l’uso di segni distintivi idonei a produrre confusione con segni distintivi di altri (nomi,emblemi ,simboli) tutti gli elementi di cui un’impresa si avvale per individuare e contraddistinguere la propria attività e i propri prodotti L’illecito concorrenziale sussiste solo se dall’imitazione si possa conseguire confusione, la norma non è applicabile quando l’imitazione non generi confusione. La concorrenza sleale non ci sarà dove l’imitazione cada su elementi banali, generalizzati e privi di capacità distintiva (codici numeri per prodotti nel catalogo).

  • La creatività è il complesso di ideazioni ed elaborazioni creative che fanno da supporto, nei messaggi, alla presentazione del prodotto pubblicizzato La materia delle ideazioni pubblicitarie rileva sotto molteplici aspetti se su un certo elemento creativo possa configurarsi un diritto esclusivo e a chi ed in quale misura tale diritto competa. Il problema non si presenta quando ci sia un accordo che lo risolva in partenza. Nel nostro ordinamento la materia del diritto d’autore è regolata oltre che dagli articoli 2575 a 2583 del codice civile, da una normativa speciale costituita dalla L.22, e da un altro regolamento di esecuzione. Il diritto d’autore indica una serie di diritti e facoltà esclusivi riconosciuti agli autori delle creazioni intellettuali che presentano le caratteristiche di “opere dell’ingegno di carattere creativo” come esprime l’art. 1 della legge speciale.

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