• Il diritto del lavoro, inteso in senso lato, può essere definito come l'insieme delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro, ossia la relazione giuridica intercorrente tra il prestatore ed il datore di lavoro. Tale relazione rappresenta un rapporto giuridico complesso, avente ad oggetto tanto l'obbligo del lavoratore di prestare la propria attività e l'obbligo del datore di corrispondere la retribuzione, quanto una molteplicità di situazioni giuridiche soggettive attive e passive, facenti capo alle due parti del rapporto.

  • La direttiva n. 75/129 del 17 febbraio 1975, basata anch’essa sull’art. 100 (attuale art. 94 TCE) del Trattato, fu adottata a fronte delle constatate divergenze, ritenute tali da incidere sul funzionamento del mercato comune, «tra le disposizione in vigore negli Stati membri della Comunità x quanto riguarda le modalità e la procedura dei licenziamenti collettivi e le misure che possono attenuare per i lavoratori le conseguenze di tali licenziamenti». L’affermazione, che si legge nel preambolo della direttiva, non è stata tuttavia accompagnata da adeguati svolgimenti: la disciplina comunitaria del ’75, infatti, si limita ad intervenire esclusivamente sugli aspetti procedurali delle riduzioni di personale progettate dai datori di lavoro.

  • È osservazione comune che le motivazioni, come le indicazioni, fondamentali dei trattati comunitari sono economiche e riguardano solo indirettamente i problemi del lavoro. Le preoccupazioni sociali erano «secondarie» rispetto a quella centrale di promuovere 1 grande mercato unificato, fondato sulla concorrenza. Questo perché era radicata la fiducia nelle capacità spontanee del mercato di promuovere anche il miglioramento e l’armonizzazione dei sistemi sociali (come affermava l’art. 117 del Trattato di Roma). Questa impostazione è già presente nel Trattato di Parigi (1951), che costituisce il 1° mercato unificato, quello Ceca, nei settori del carbone e dell’acciaio.

  • Il 25 giugno 2008 viene promulgato il decreto legge 112/2008, il così detto decreto anti-fannulloni. A questo fanno seguito una serie di circolari attuative ed esplicative. L'articolo 71 disciplina la normativa delle assenze dei pubblici dipendenti. Prevede la decurtazione dalla retribuzione, per ogni evento di malattia, a prescindere dalla durata, nei primi dieci giorni di assenza, di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio. Il terzo evento di malattia nell'anno solare e le assenze superiori a dieci giorni debbono essere giustificati con la presentazione all'amministrazione di un certificato medico rilasciato dalle strutture sanitarie pubbliche o dai medici convenzionati, in quanto parte del Servizio Sanitario Nazionale. Le amministrazioni dovranno inoltrare obbligatoriamente la richiesta di visita fiscale anche nel caso di assenza per un solo giorno.

  • Riassunto dei capitoli 1 e 2 del Roccella. Il lavoro subordinato è il termine di riferimento in relazione al quale operano le norme del diritto del lavoro. La qualificazione del rapporto è importante perché la disciplina del lavoro si è assestata attorno al binomio: FATTISPECIE-EFFETTI. Di fronte ad un concreto rapporto di lavoro seguiranno determinati effetti: occorre determinare se questo sia riconducibile all’interno dello schema negoziale del lavoro subordinato oppure in quello contrapposto del lavoro autonomo, poiché solo nel primo caso si applicheranno l’insieme delle normative di diritto del lavoro alle norme di previdenza sociale.

  • Diritto sociale europeo (Diritto del lavoro europeo) Sciarra Nell’ordinamento europeo manca una definizione normativa generale e unitaria di subordinazione come nel codice civile italiano. In ciò si potrebbe scorgere una scelta simile a quella che caratterizza alcuni ordinamenti giuridici degli stati membri dell’UE ma in realtà esiste una specificità di fondo dell’ordinamento EU che induce ad evitare generalizzazioni e la differenza sostanziale sta nella ratio, nello scopo stesso della definizione europea di subordinazione o meglio di “lavoratore subordinato”.

  • CAPITOLO PRIMO L'EVOLUZIONE DELLA PREVIDENZA SOCIALE 1. Considerazioni preliminari La materia della previdenza sociale e le stesse fonti che la regolano si caratterizzano per una essenziale ambiguità, che si spiega in considerazione del fatto che tutte le forme di tutela previdenziale sono state istituite subito prima e durante l'ordinamento corporativo.

  • Riassunto del testo di G. Veneto: Il nuovo manuale di diritto del lavoro. "Con l’avvento della rivoluzione industriale i mercanti si sostituirono i latifondisti, i mezzi di produzione e di acquisizione dei beni si evolvevano, l’abbondanza dei prodotti della terra e di quelli derivanti dalla grande importazione indussero capitalisti, uomini e governanti a compiere il grande salto produttivo.."

  • Il prestatore di lavoro subordinato è colui che “si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell'impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione di un imprenditore”. Da questa norma dottrina e giurisprudenza hanno evinto gli elementi fondamentali e qualificanti della subordinazione.

  • Il diritto del lavoro è una disciplina giuridica moderna, la prima normativa in materia di lavoro risale alla seconda metà del secolo XIX. La disciplina nasce e cresce ed è legata allo sviluppo industriale e alle fabbriche, intese come organizzazioni di lavoratori salariati. Il contratto di lavoro è il cuore della disciplina. Non era previsto dal CC fino al 1942, è nata attraverso la prassi, è stato approvato solo quella regolamentazione sotto la forma del contratto di impiego nel 1919, è diventata disciplina solo nel 1942. Il fatto che sia una disciplina moderna implica che le sue fonti non sono lontane nel tempo.

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