• Gli Artt 42 e s.s. si occupano dell’ipotesi che il CdS decida di impiegare la forza contro uno stato colpevole di aggressione o di violazione o minaccia della pace, o di impiegarla all’intero di uno stato (ex. Intervenendo in una guerra civile). Il carattere interno di una situazione non è di ostacolo all’azione del CdS essendo le misure del cap VII sottratte al limite della competenza domestica. Il ricorso a misure violente da parte del CdS è concepito come un’azione di polizia internazionale. La risoluzione con la quale decide di agire è una delibera operativa, attraverso la quale l’ONU non ordina ma agisce. L’azione consiste nell’utilizzazione di contingenti nazionali ma sotto il comando del CdS, al fine di garantire l’imparzialità e di limitare l’intervento alle azioni strettamente indispensabili. La caratteristica principale delle peace keeping operations è costituita dalla delega del CdS al segretario generale per il reperimento ed il comando delle forze armate. Le Forze delle Nazioni Unite non sono destinate ad usare la forza. Svolgono funzioni di peace keeping e non peace enforcement. Non usano armi se non per legittima difesa e operano come un cuscinetto all’assistenza del governo locale per ristabilire le normali condizioni di vita politica ed istituzionale dopo una guerra civile.

  • L‟assemblea dispone di una funzione consultiva con un campo di applicazione più ampio rispetto a quello del CdS coprendo, ai sensi dell‟art 14 , qualsiasi questione che tocchi il benessere generale e le relazioni amichevoli tra nazioni. L‟assemblea può raccomandare misure di regolamento pacifico di qualsiasi situazione che ritenga suscettibile di mettere in pericolo la pace.Artt 12 e s.s. del reg.to int. Dell‟assemblea  la proposta di inserire una questione nell‟ordine del giorno può essere avanzata dagli organi principali dell‟ONU, da ogni stato membro oppure da uno stato non membro ma solo se è parte della questione. Art 14 consente di far rientrare nella funzione conciliativa tutti gli strumenti, purchè non vincolanti, per portare all‟accordo tra le parti coinvolte in una controversia o crisi internazionale. L' APPUNTO TRATTERA ANCHE del problema della competenza dell’assemblea in tema di azione

  • Tra i fini dell‟ONU vi è quello di promuovere la collaborazione internazionale in campo economico e sociale, nell‟intento di ridurre le disuguaglianze esistenti tra stati. Si tratta della stessa spinta che fu alla base del processo di decolonizzazione politica. Ma quando si tratta di decolonizzazione economica la questione è più difficile in quanto vi è una contrapposizione tra interessi dei paesi ricchi e interessi dei paesi poveri. In questa situazione non si può non considerare l‟aspetto negativo costituito dalla mancanza di poteri effettivi dell‟organizzazione nei confronti degli stati membri. L‟azione dell‟ONU per la cooperazione economica consiste soprattutto nella predisposizione di una serie di regole che l‟organizzazione ritiene debbano disciplinare i rapporti fra stati in questo settore, contenute nelle dichiarazioni di principi dell‟assemblea e nella raccomandazioni rivolte agli stati da assemblea e consiglio economico e sociale

  • Art 73 ( carta delle nazioni unite) dedicato ai territori non autonomi può considerarsi abrogato. L‟articolo da un lato obbligava le potenze coloniali a trasmettere rapporti al segretario generale, dall‟altro precisava che tale rapporto aveva solo uno scopo informativo. Le dispute circa la possibilità di discussione dei rapporti dall‟assemblea, in quanto inviato puramente a titolo informativo, hanno portato alla creazione di un comitato per l‟esame dei dati.

  • L‟ONU si procura i mezzi finanziari attraverso contributi volontari ed obbligatori. Art 17 assemblea approva il bilancio dell‟organizzazione e ripartisce le spese tra i membri. La delibera è presa a maggioranza dei due terzi e deve tenere conto della capacità contributiva di ciascuno stato. Obbligo rafforzato dalla sanzione che prevede la perdita del diritto di voto in seno all‟assemblea quando uno stato sia in arretrato con i pagamenti di due annualità. La contribuzione volontaria da enti diversi dagli stati membri può essere prevista, implicitamente o esplicitamente, da particolari norme della carta. Essa può anche essere sollecitata dall‟organizzazione sia per rafforzare fondi già costituiti con contributi obbligatori (caso dei peace keeping operations) sia per finanziare attività che si ricollegano a fini statuari. Le funzioni di carattere giurisdizionale spettano alla corte internazionale di giustizia, il cui statuto è annesso alla carta

  • La raccomandazione è l'atto tipico degli organi delle NU. Non è vincolante. La raccomandazione produce un effetto di liceità: non commette illecito lo stato che per eseguire una raccomandazione tenga un comportamento contrario ad impegni precedentemente assunti mediante accordo oppure ad obblighi derivanti dal diritto internazionale consuetudinario. L'effetto è da ammettere solo nel rapporto tra stati membri, e solo in ordine a raccomandazioni legittime. Le decisioni, contrapposte alle raccomandazioni, sono vincolanti per gli stati cui si indirizzano. La dottrina classifica tra le decisioni obbligatorie per tutti gli stati membri le risoluzioni di carattere organizzativo, cioè quelle che istituiscono organi o provvedono ad eleggere i membri. Agli atti delle organizzazione vanno accostate le risoluzioni operative, ovvero quelle che prevedono un'azione dell'ONU.

  • Il diritto internazionale può essere definito come il diritto della ‘comunità degli Stati’. Tale complesso di norme si forma al di sopra dello Stato, scaturendo dalla cooperazione con gli altri Stati, e lo Stato stesso con proprie norme, anche di rango costituzionale, si impegna a rispettarlo.

  • Agenti Diplomatici: Organi dello Stato che svolgono in territorio estero funzioni attinenti alle relazioni internazionali. La qualità di agente diplomatico è attribuita a un dato individuo dal diritto internazionale mediante il procedimento di accreditamento, al quale concorrono la volontà dello Stato di invio, espressa nella lettera di accreditamento (lettre de créance), e quella dello Stato accreditatario, presso il quale l’agente è inviato.

  • L’ordinamento giuridico dell’Unione europea (UE) è già parte integrante della nostra realtà politica e sociale. Sulla base dei trattati dell’Unione vengono adottate ogni anno migliaia di decisioni, che concorrono in modo determinante a formare il contesto in cui si collocano gli Stati membri e i loro cittadini.

  • Il diritto internazionale può essere definito come il diritto della comunità degli Stati. Si tratta di un complesso di norme che nascono dalla cooperazione tra gli Stati e si collocano al di sopra di ogni stato. Si dice anche che il diritto internazionale regola i rapporti tra Stati, ma questa definizione è un po' equivoca perché oggi si assiste alla tendenza al c.d. "internazionalismo".

Pagine