• Lezione n. 4

  • Appunti su Pubblicità, negozio giuridico e fatto giuridico.

  • Rapporto Giuridico, Situazioni soggettive attive e passive, diritti soggettivi, Acquisto dei diritti.

  • Il diritto di superficie è un tipico diritto reale. Fintanto che esiste un puro e semplice diritto di costruire, c’è solo il diritto reale su fondo altrui (art. 954). Si ha enfiteusi quando il proprietario, che non vuole direttamente interessarsene, cede ad altri il godimento di un immobile, con l’obbligo di pagare un canone e di migliorare il fondo. La costituzione, che è fatta in perpetuo o per lungo termine corrisponde a una virtuale alienazione. Gli usi civici sono un residuo di antiche forme di diritti collettivi. Oggi sono diritti spettanti sulla proprietà altrui a una collettività di persone.

  • Nell’ipotesi in cui più persone siano chiamate pro quota alla stessa eredità, abbiamo il caso tipico di communio incidens. Ogni erede ha i diritti che la legge attribuisce a chi si trova in comunione, per il godimento, l’amministrazione, la facoltà di chiedere la divisione della cosa comune ecc. A favore di ciascun erede esiste un diritto di prelazione nell’acquisto della quota o di parte di essa che uno di loro voglia alienare a degli estranei.

  • Il contratto di compravendita è il più frequente contratto di scambio, e ne è intessuta la vita delle relazioni d’affari secondo lo schema di ogni economia progredita, nella quale, al baratto di un bene con un altro o di un bene con prestazioni in natura, è sostituito lo scambio del bene con il pagamento del prezzo in denaro. L’art. 1470 definisce la vendita come “il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”. Quindi, oltre alla proprietà, si può vendere anche un diritto reale parziario, come l’usufrutto, o un diritto di natura diversa, come il diritto di credito, il diritto di socio, il diritto dell’erede ecc.

  • Eredi legittimi ed eredi legittimari sono due cose distinte così come lo sono successione legittima e successione nella legittima. La successione legittima è quella che si apre a favore degli eredi legittimi in mancanza di testamento; la successione nella legittima invece riguarda i diritti intangibili degli eredi legittimari, e quindi anche contra testamentum. Il diritto alla legittima è intangibile, il nostro diritto non conosce la diseredazione; solamente chi incorre in uno dei casi di indegnità fissati dalla legge viene escluso dai diritti che la legge gli riserva. Il legittimario, in quanto tale non è un erede.

  • Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale (art. 1321). Il diritto riconosce l’obbligatorietà dei patti e presta le sue sanzioni per far rispettare il risultato di un libero accordo.

  • L’usufrutto è il diritto che consiste nel poter godere di un bene e dei relativi redditi, di proprietà altrui. Qualunque bene, mobile o immobile, può formare oggetto di usufrutto; anche beni immateriali (es. usufrutto del diritto di autore) o le cose consumabili (quasi usufrutto). L’uso è una specie di usufrutto limitato, e il diritto di abitazione è una particolarità di uso che ha per oggetto una cosa adibita appunto ad abitazione per il titolare del diritto stesso.

  • I soggetti sono liberi di fissare tutte le clausole che essi stimano convenienti e possono regolare i loro interessi sia con negozi tipici, previsti dalle norme legali, sia con negozi atipici o innominati, cioè non previsti dalla legge. I negozi atipici per essere riconosciuti e acquistare valore nel diritto moderno devono essere diretti a realizzare interessi che l’ordinamento giuridico stimi degni di tutela; non basta, quindi, il requisito negativo di non essere contrari a norme iderogabili, al buon costume o all’ordine pubblico. La pratica negoziale conosce alcune clausole applicabili a quasi tutti i negozi e sono: la condizione, il termine e il modus, tali clausole vengono dette elementi accidentali poiché possono far parte oppure no di un negozio ma una volta dedotti, tali elementi acquistano rilevanza come parte integrante della volontà. Alcuni atti non ammettono tali aggiunte e vengono chiamati actus legitimi o negozi giuridici puri (es. matrimonio, accettazione dell’eredità).

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