• L’internazionalizzazione rende più complesse le decisioni di pricing. Fattori di determinazione dei prezzi: Il costo del prodotto (aggiungendo il margine di profitto); La domanda (rispetto alla dinamica offerta/tasso di elasticità); La concorrenza (tutelando il vantaggio competitivo). La logica di pricing fondata sulle caratteristiche della domanda, inversamente a quella che si basa sull’analisi dei costi, mira a definire il prezzo in funzione al valore che il cliente gli attribuisce. Ciò avvantaggia l’impresa nella creazione di margini di profitto per i differenziali qualitativi e quantitativi nei paesi. Il problema nella pratica è la misurazione effettiva di tale importo massimo di spesa in presenza di benefici simbolici o esperienziali. La sensibilità della domanda rispetto al prezzo è misurata dalla cosiddetta elasticità della domanda: la domanda di un prodotto è «elastica» se una piccola variazione di prezzo causa una grande variazione di domanda, mentre è «anelastica» se forti variazioni di prezzo producono solo piccole e nulle variazioni della domanda.

  • Quattro modelli di soluzioni organizzative sono identificati dal modello di Stopford e Wells (1972) nella progressiva espansione delle attività in mercati esteri: ESPORTAZIONE: l’impresa si trova in tale fase quando esporta, direttamente o attraverso intermediari, una quota del 5-10% del proprio fatturato; la struttura organizzativa non necessita di variazioni consistenti. DIVISIONE INTERNAZIONALE: ad una crescita dei volumi esportati che raggiunge il 15-30% del fatturato, si struttura il primo livello organizzativo una divisione internazionale alla quale fanno capo le strutture operanti all’estero. DIVISIONI PER PRODOTTO SU SCALA GLOBALE O PER AREA GEOGRAFICA: soluzioni che rispondono alle esigenze di controllo delle attività globali quando il fatturato estero supera la quota del 50%, adottando una filosofia gestionale globale. MATRICE GLOBALE: soluzione per la quale la distinzione nazionale-internazionale tende a svanire, sia per quel che riguarda la vendita dei prodotti che per lo svolgimento delle altre attività organizzative

  • I principali modelli strategici sono: INTERNAZIONALE: Replica di alcune attività in ogni paese. Le divisioni nazionali si limitano essenzialmente a vendere e gestire alcuni aspetti di marketing operativo, mentre le attività che meglio esprimono le core competences aziendali rimangono concentrate a livello centrale MULTINAZIONALE: Risposte differenziate alle pressioni di adattamento locale, dando autonomia organizzativa alle singole SBUs locali. GLOBALE:Tratta il mondo come un’unica integrata SBU. Il modello globale si è sviluppato a partire dagli anni Novanta, soprattutto ad opera delle imprese giapponesi (es. Sony, Toyota). Forte coordinamento centrale operato dalla casa-madre

  • Appunti che prendono in considerazione il processo di internalizzazione dell'impresa. Alcune parti sono in inglese. Le Cause di attivazione del processo di internazionalizzazione possono essere: L’internazionalizzazione del mercato e della filiera produttiva; L’espansione internazionale dei principali clienti; La reazione a strategie attuate dai concorrenti di riferimento (reazione competitiva): Bandwagon effect ;Exchange of threat; L’azione di soggetti pubblici o privati a favore dell’internazionalizzazione delle imprese; Il presentarsi di significative opportunità commerciali. Il vantaggio competitivo dell’impresa internazionalizzata è, dunque, solo in parte spiegato dai guadagni della standardizzazione globale dell’offerta o dei processi operativi; e non consiste neanche nella semplice somma dei vantaggi che l’impresa può detenere a livello locale dei diversi paesi in cui opera. Il vantaggio competitivo dell’impresa internazionalizzata può essere definito come un vantaggio di sintesi che consiste nella possibilità di moltiplicare le fonti da cui trarre conoscenze distintive e elementi di forza insieme all’opportunità di accrescere l’impatto di tali elementi e conoscenze a livello globale.

  • Appunti che si concentrano sull’analisi delle performance di un’impresa. Come sappiamo l’obiettivo dell’impresa è la creazione di valore, di conseguenza è utile analizzare le performance aziendali per capire l’andamento. Tale analisi riguarda sia la solvibilità (Equilibrio finanziario: capacità di far fronte alle obbligazioni), sia la redditività (Equilibrio economico: capacità di generare profitto). Un indice molto importante legato alla redditività è il ROE. Le sue determinanti sono l’effetto di leva operativa (Sensibilità del reddito operativo (EBIT) alle variazioni delle quantità prodotte e venduta), la rotazione delle immobilizzazioni (Analisi della redditività generata dalle immobilizzazioni) e il Ciclo del circolante.

  • Slides che prendono in considerazione diversi apetti importanti del campo aziendale. Nelle prime slides vengono spiegati i fondi rischi (Incerti nell’ESISTENZA, nell’AMMONTARE e nella SCADENZA) e oneri (Certi nell’ESISTENZA ma incerti nell’AMMONTARE e nella SCADENZA). Con il risultato di esercizio invece si valuta se l’impresa ha creato o distrutto valore. Si devono confrontare le risorse che non si possono più utilizzare con le fonti acquisite a titolo definitivo (si può generare un utile o una perdita). Per comprendere meglio il risultato di esercizio ho fornito diversi esempi. Infine l’ultima parte approfondisce il concetto del bilancio d’impresa. L'art 2423 del codice civile afferma che Gli amministratori devono redigere il bilancio d’esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio.

  • Appunti nella forma di slides che vertono sul concetto di obbligazione. Le obbligazioni sono dei debiti finanziari, erogate dalle imprese. Contrattualmente vengono stabiliti il rimborso e la remunerazione. Le obbligazioni hanno un valore nominale (effettivo valore dell’obbligazione), e un titolo di emissione (quello pagato dai finanziatori). Quando il valore nominale è superiore a quello di emissione si ha un onere finanziario, nel caso contrario un provento finanziario. Per comprendere meglio il concetto ho realizzato alcuni esempi. Le slides prendono in considerazione anche il concetto di factoring (cessione del credito a banche o società specializzate). Il factoring può essere pro solvendo o pro soluto.

  • Appunti nella forma di slides che prendono il considerazione il reddito di esercizio. Secondo il principio della competenza economica vi sono ricavi di competenza dell’esercizio e costi di competenza dell’esercizio, tutto ciò necessita di effettuare opportuni assestamenti. Un ricavo è di competenza di un esercizio se si riferisce a fonti che non implicano obblighi per il futuro, cioè a fonti acquisite a titolo definitivo (che sono state ottenute a fronte della produzione venduta o che, comunque, si riferiscono a obblighi non più dovuti). Un costo è di competenza di un esercizio se si riferisce ad impieghi che non hanno benefici futuri (che sono stati utilizzati nella produzione venduta o che, comunque, non sono più utili).

  • Appunti nella forma di slides che si concentrano sull'aspetto della gestione finanziaria di imprese di tipo internazionali, ossia imprese che operano in più di due distinti paesi e che presentano delle filiali all'estero. L’internazionalizzazione comporta un ampliamento della complessità gestionale, le attività principali sono le seguenti: gestione della tesoreria, ampliamento delle fonti di finanziamento, valutazione e gestione dei rischi (paese, interesse, cambio), valutazione dei progetti di investimento. Le attività principali della tesoreria sono la Gestione della cassa, Relazioni con gli istituti di credito e la Gestione dei rischi. In genere si realizza un accentramento organizzativo per migliorare l'efficacia nonché l'efficienza

  • Appunti che riguardano la storia dei vari sistemi economici che si sono succeduti nelle varie società e in tempi differenti. Prima di tutto occorre definire il concetto di sistema economico;un sistema economico è un insieme delle forme istituzionali, dei rapporti giuridici o consuetudinari, delle strutture sociali e delle modalità di organizzazione della produzione che regolano l’attività economica dell’uomo. Il processo storico di sviluppo ha determinato il succedersi delle originarie formazioni comunitarie, tributarie e schiavistiche ai più complessi sistema feudale, mercantile, capitalistico e collettivistico. Nella realtà non si riscontrano sistemi puri poiché in ciascuno di essi sono presenti elementi caratteristici sia dei periodi precedenti che di quelli successivi.

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