• CORRENTE (I): l’intensità della corrente elettrica, o più semplicemente la “corrente”, è una grandezza che equivale alla portata per l’acqua. Data una superficie ⊥ al flusso (sezione del conduttore) l’intensità di corrente I esprime la quantità di cariche che vi fluiscono nell’unità di tempo: Imed = ΔQ / Δt Intensità media del flusso elettrico o corrente.

  • CONDENSATORE ELETTRICO: si tratta semplicemente di due conduttori paralleli (armature) separati da un isolante (dielettrico). Sebbene questo “impianto” richieda una tecnologia da “età del bronzo”, gode della miracolosa proprietà di immagazzinare cariche elettriche. Tale proprietà prende il nome di capacità e dipende sia dalla geometria delle armature che dalle caratteristiche del dielettrico.

  • Il concetto di potenziale elettrico offre una nuova analogia tra campo elettrico e campo gravitazionale. Infatti la forza elettrostatica (F=q0E) è conservativa, quindi il campo elettrico, come quello gravitazionale, è un campo conservativo. E’ allora possibile definire una funzione energia potenziale ed una grandezza scalare chiamata potenziale elettrico. Ricordiamo infatti che l’energia potenziale ha senso solo in un campo conservativo, ovvero in assenza di forze dissipative.

  • Tutte le leggi che riguardano il campo elettrico trovano facile analogia con quelle che governano il campo gravitazionale. E’ utile quindi fare sempre un confronto diretto. L’unica eccezione è che se la massa è una grandezza sempre positiva, nel caso del campo elettrico la carica può essere anche negativa, ne consegue che la forza gravitazionale è solo attrattiva mentre quella elettrica può essere anche repulsiva.

  • LEGGI DI KIRCHHOFF: ogni rete elettrica (circuito) può essere scomposta in nodi e maglie in cui valgono le seguenti proprietà: NODI: la somma delle correnti che entrano in un nodo è uguale alla somma delle correnti che ne escono (è una conseguenza della conservazione della carica) MAGLIE: la somma delle differenze di potenziale misurate ai capi di ciascuno degli elementi che formano una maglia è pari a 0 (è una conseguenza della conservazione dell’energia).

  • Con la tecnologia WDM si può aumentare notevolmente la capacità di una fibra. In questo modo per aumentare la capacità di una fibra non è più necessario mettere dei mux/demux con capacità elevate, ma basta mettere dei mux/demux TDM di capacità inferiore e multiplare in lunghezza d’onda i fasci TDM su di essa.Tutto ciò oggi si può realizzare grazie alla presenza degli amplificatori ottici EDFA che permettono di amplificare simultaneamente più canali ottici.

  • In questo paragrafo si presenta lo stato delle infrastrutture di telecomunicazioni in Italia con particolare riguardo a: • rete di backbone nazionale (rete di trasporto sia dell'incumbent che degli altri operatori); • rete di giunzione cittadina (anelli ottici cittadini, interconnessi con i backbone nazionali di diversi operatori); • rete di accesso (ultimo miglio: dagli stadi di linea urbani alle abitazioni e alle unità produttive).

  • In questo capitolo riportiamo quali sono i principali passi tecnologici che porteranno alla realizzazione di reti di telecomunicazione completamente ottiche. Verranno esaminate in particolare quelle tecniche che tenderanno ad ottimizzare il trasporto dell’informazione di tipo IP e si focalizzerà l’attenzione su quella parte della rete del trasporto che opera nell’ambito metropolitano, rete spesso denominata di “raccolta”. Vedremo in particolare che questa rete tenderà ad essere realizzata con anelli ottici con trasmissione di tipo WDM, utilizzando tecniche di trasporto IP molto più semplici ed economiche di quelle SDH.

  • Il principio di funzionamento del laser è alla base dell’amplificatore ottico. Nelle telecomunicazioni l’amplificatore ottico più utilizzato è quello ad erbio. Questo tipo di amplificatore presenta il vantaggio di garantire le migliori prestazioni con segnale di lunghezza d’onda prossime a 1.55 μm, e quindi è l’amplificatore ideale per sistemi ottici dell’ultima generazione.

  • Il ricevitore ottico digitale ha il compito di convertire il segnale ottico ricevuto in un segnale elettrico e di determinare, osservando il segnale in un periodo di bit, quali tra i due possibili segnali sia stato trasmesso. Si sta, quindi, supponendo di utilizzare segnali binari. In questo testo prenderemo in considerazione solo lo schema di un ricevitore per modulazione di intensità con rivelazione diretta (IM-DD).

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