• Il calore è una forma di energia trasferita da un corpo (o da un sistema) ad un altro di temperatura differente. Si tratta perciò di energia in transito e non di un entità contenuta nei corpi.

  • Nella prima parte del corso è stato definito il concetto di calore e abbiamo visto che interviene in tutti i campi legati alla nostra vita, dalle problematiche biologiche, al campo industriale, a quello ambientale. Abbiamo anche visto che per avere un trasferimento di energia sotto forma di calore è necessario un salto termico. Ma qui ci eravamo fermati. Non avevamo affrontato il problema forse più importante: come si trasferisce questa energia? Quali sono i meccanismi fisici che stanno alla base del problema? Come possiamo quantizzare questa energia?

  • Analogamente al caso dei fenomeni elettrici, anche i fenomeni magnetici erano noti sin dagli antichi greci i quali denominarono (..) il minerale proveniente dalla regione (..) in Macedonia, responsabile di tali fenomeni. Nel 600 a.c. Talete per primo formulò una teoria dei fenomeni magnetici che attribuiva le azioni attrattive al possesso di una sorta di anima; sia Platone che Lucrezio invece ritenevano che, come nel caso elettrico, i fenomeni magnetici erano dovuti all'emissione di effluvi da parte dei materiali magnetici.

  • GRANDEZZE VETTORIALI: sono grandezze rappresentate da un modulo (numero x unità di misura), da una linea d’azione (retta lungo la quale agiscono), da un verso (senso in cui agiscono). Esempi: forza (N), peso (N), velocità (m/s), accelerazione (m/s2). VETTORE: è un ente geometrico (segmento) definito da linea d’azione (o direzione), verso (freccia del segmento), modulo (lunghezza) e punto di applicazione (coda del segmento).

  • In un fluido incomprimibile (liquido) la pressione cresce linearmente con la profondità, indipendentemente dalla forma del recipiente. (Legge di Stevino) La quantità pgh rappresenta la pressione dovuta al peso della colonna di fluido sovrastante il punto considerato. La pressione definita dalla legge di Stevino è detta pressione idrostatica. Si consideri un tubo ad U avente entrambe le estremità aperte e contenente liquidi diversi non miscibili (più denso a destra, meno denso a sinistra). Un tubo ad U costituisce l’esempio più semplice di vasi comunicanti.