• La creatività è il complesso di ideazioni ed elaborazioni creative che fanno da supporto, nei messaggi, alla presentazione del prodotto pubblicizzato La materia delle ideazioni pubblicitarie rileva sotto molteplici aspetti se su un certo elemento creativo possa configurarsi un diritto esclusivo e a chi ed in quale misura tale diritto competa. Il problema non si presenta quando ci sia un accordo che lo risolva in partenza. Nel nostro ordinamento la materia del diritto d’autore è regolata oltre che dagli articoli 2575 a 2583 del codice civile, da una normativa speciale costituita dalla L.22, e da un altro regolamento di esecuzione. Il diritto d’autore indica una serie di diritti e facoltà esclusivi riconosciuti agli autori delle creazioni intellettuali che presentano le caratteristiche di “opere dell’ingegno di carattere creativo” come esprime l’art. 1 della legge speciale.

  • Tra le varie norme che regolano la comunicazione, la funzione più importante è svolta a tutelare i suoi destinatari dalle insidie della pubblicità decettiva e ingannevole. Può accadere che la pubblicità abbia un contenuto tale da ledere valori dell’individuo o della società quali :ordine pubblico, sentimento religioso, convinzioni civili, senso della morale o del pudore, la sensibilità dei minori o la sicurezza dei cittadini. È per evitare che la collettività sia turbata nei rapporti, nelle credenze e nei sentimenti che ci sono diverse norme sia dall’ordinamento giuridico statuale e sia quello autodisciplinare.

  • Pubblicità comparativa indica quel tipo di comunicazione d’impresa con la quale l’azienda o il prodotto pubblicizzati vengono messi a confronto con le altre aziende o prodotti. Identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente. Alcuni ritengono che la pubblicità comparativa debba essere favorita perché aiuta i consumatori ad orientare le proprie scelte d’acquisto; altri invece dicono che la comparazione diretta è illecita perché atto di concorrenza sleale. Le due normative che regolano la pubblicità comparativa sono la legge dello stato con l’art.22 del codice del consumo e per l’autodisciplina l’art.15 C.A.P.

  • La pubblicità è una forma di comunicazione d’impresa avente contenuto economico e finalità promozionale rivolta al pubblico attraverso mezzi di comunicazione di massa. La pubblicità acquista un rilievo giuridico in relazione alle diverse categorie di interessi con cui è in rapporto e con cui può entrare in conflitto. Poiché sono interessi di varia natura che fanno capo alle più varie categorie di soggetti, le norme che tendono a proteggerli sono eterogenee e il profilo giuridico della comunicazione pubblicitaria che da esse si può ricavare sarà non omogeneo e ineguale. Quindi la pubblicità è giuridicamente rilevante perché: devono essere tutelati gli interessi dei consumatori, deve essere garantita la correttezza dei rapporti concorrenziali ,interferisce con diritti individuali (ad es. privacy, immagine, marchio) e interessi collettivi (ad es. salute, sicurezza, convinzioni civili e religiose, tutela dei minori), costituisce una fonte di finanziamento dei media.

  • Di recente i reati di diffamazione, soprattutto nella sua forma aggravata della diffamazione a mezzo stampa, sono stati oggetto di molte e contrastanti discussioni sia in dottrina che in giurisprudenza. Per l’individuazione del reato di diffamazione a mezzo stampa è facile individuare l’area di azione della scriminante sopra descritta e quella di perfezionamento del reato, in quanto la legge prevede dei parametri rigorosi e tassativi, è molto difficile, invece, individuare quando un poemetto, una fotografia od un’altra qualsiasi forma di arte figurativa possa rientrare nel campo della satira o in quello penalmente sanzionato, poiché non sono state individuate delle regole inequivocabili e precise.

  • Alla fine del 1800, il "right of privacy" si configurava come diritto di essere lasciato in pace (right to be let alone), di non subire intrusioni indesiderate nella sfera della propria vita privata, in una società caratterizzata da una circolazione delle informazioni sempre più vasta e veloce, grazie alla diffusione della stampa. Oggi, a più di un secolo di distanza il diritto alla privacy ,riconosciuto e tutelato, ha subito una notevole trasformazione, riconducibile a diversi fattori, che trovano la loro matrice comune nell’evoluzione storico-politica della società e, in particolare, nel progresso tecnologico e delle forme di comunicazione di massa.

  • Il primo fondamento dell’art.21 si ritrova nell’art. 2 della stessa Costituzione che sancisce: il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, così come la sua libertà di espressione e affermazione individuale. Alla base dell’Art. 2 vi sono quindi il diritto all’informazione, come base fondamentale per la costruzione delle proprie idee e della propria personalità, e il diritto all’espressione, che non si limita alla manifestazione. Il buon costume è l’unico limite che l’art.21 Cost. prevede esplicitamente alla libertà di manifestazione del pensiero

  • La pubblicità può tentare di conseguire le finalità promozionali traendo in inganno i suoi destinatari indirizzandoli verso un comportamento sulla base di dati mentonieri, illusori. Il problema della comunicazione commerciale menzognera e decettiva esiste e bisogna avere un sistema normativo che ponga dei limiti alla libertà di pubblicità e prevedendo strumenti capaci di reprimere quella ingannevole. La repressione della pubblicità ingannevole non è un problema che attiene solo all’area della consumer protection ma inducendo in errore il pubblico anche le imprese sono danneggiate. In italia c’è il generale divieto di ingannevolezza per la comunicazione sancito sia dalla legge dello stato, sia dal codice autodisciplinare.

  • La pubblicità occulta è vietata in base al principio di trasparenza: il destinatario deve essere consapevole della natura pubblicitaria di un contenuto stampa, TV, cinematografico. L’advertising mascherato può infatti rendere maggiormente credibile un’apparente informazione che sembra così neutrale. “La pubblicità occulta, dunque, nella multiformità delle sue espressioni, disorienta il pubblico dei consumatori, aggirandone i naturali meccanismi di difesa e reazione, oltre, naturalmente, ad alterare la ideale situazione di parità delle imprese nel confronto concorrenziale” Il product placement è una tecnica di strategia commerciale che prevede l’inserimento in un film di un marchio o un prodotto reale, che trova una sua giustificazione più o meno evidente nelle esigenze narrative e artistiche del film , a fronte del quale la produzione cinematografica riceve un compenso economico dall’inserzionista. Il product placement è stato giudicato dall’Autorità e dal Giurì come una forma di pubblicità occulta quando sulla base di indizi, denunciavano lo scopo promozionale ad es. le riprese erano reiterate non giustificate da esigenze narrative e quindi artificiose.

  • La pubblicità può interferire su alcuni diritti della personalità come il diritto al nome, immagine, all’onore, al decoro e alla reputazione,all’ identità personale e alla riservatezza. La disponibilità di questi diritti –a differenza che nell’attività di informazione –dipende dal CONSENSO del titolare perché la finalità è commerciale. Il consenso però non è necessario in alcuni casi in cui sussiste un interesse pubblico alla divulgazione dell’immagine dell’interessato Il contenuto del diritto all’immagine è disciplinato dagli art. 10 C.C. e dagli articoli 96 e 97 sul diritto d’autore. Tali norme stabiliscono che l’immagine di una persona non può essere utilizzata senza il consenso di questa o dopo la sua morte del coniuge e dei figli.

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