• Gli interessi pubblici e gli strumenti di diritto privato. I contratti delle pubbliche amministrazioni. L'influenza del diritto europeo. Il procedimento contrattuale. Per aggirare la normativa comunitaria, lo Stato, le regioni e gli enti locali, spesso concludono i contratti di appalto a mezzo di soggetti giuridici diversi da sé, ma che ne costituiscono comunque una sorta di longa manus; quindi sono, per esempio, un'azienda di Stato, una s.p.a. o un'associazione. Allora, per risolvere il problema, la normativa comunitaria ha previsto che tra le amministrazioni aggiudicatrici, oltre allo Stato e agli enti pubblici, ci fossero anche gli organismi di diritto pubblico, quindi qualunque organismo che: - soddisfi bisogni di interesse generale; - abbia personalità giuridica; - la cui attività sia finanziata in modo maggioritario dallo Stato o dagli enti locali. Queste tre condizioni devono sussistere congiuntamente.

  • Gli interessi. Il potere amministrativo. La discrezionalità. Platone scriveva che “una legge non potrà mai ordinare con precisione, e per tutti, la cosa più buona e più giusta, indicando contemporaneamente anche ciò che è assolutamente valido”. Mentre Aristotele scriveva “la legge è sempre una norma universale, mentre in alcuni casi singoli non è possibile trattare correttamente. Quando la legge parla in universale, allora è legittimo, laddove il legislatore ha trascurato qualcosa, correggere l'omissione”. Il compito di completare la legge è affidato, nel nostro ordinamento, all'amministrazione e ai giudici, sempre nei limiti previsti dalla Costituzione (il Parlamento non può fare della PA un legislatore delegato). Quindi le norme che conferiscono all'amministrazione questo potere hanno questa struttura: quando si verifica A ( che può essere un fatto semplicemente da accertare, oppure da valutare), allora l'autorità può e deve fare B ( che può essere un atto vincolato oppure discrezionale). La cosa importante da rilevare è che la conseguenza del verificarsi di A non è mai una decisione obbligata: cioè il presupposto che giustifica la reazione (B) non è quasi mai semplicemente da accertare, ma quasi sempre da valutare. Facciamo un esempio: se un pubblico esercizio resta chiuso per più di otto giorni senza che ne sia dato avviso all'autorità locale di p.s., la licenza viene revocata. Bisogna precisare,però,che sarebbe illegittima la revoca della licenza se il titolare dimostrasse di essere stato nell'impossibilità di comunicare, perché ad esempio trattenuto da uno sciopero in un'isola lontana, non collegata da mezzi di comunicazione.

  • Premesse storiche. La responsabilità aquiliana. La responsabilità da atto lecito. La responsabilità amministrativa.

  • Premesse storiche. Tutela giurisdizionale ordinaria. Tutela giurisdizionale amministrativa. Le azioni ammissibili al processo amministrativo.

  • Il ricorrente. La legittimazione ad agire e l'interesse a ricorrere. L'amministrazione resistente. Il controinteressato. L'interveniente. Il contraddittorio. L'atto impugnato. Il contenuto, notifica e deposito del ricorso. L'istanza di fissazione d'udienza e la costituzione delle parti. Le varianti dello schema. Il giudizio. I riti speciali. Le impugnazioni.

  • La legge sul procedimento amministrativo. Il responsabile del procedimento. Le fasi del procedimento. La conclusione del procedimento. Il provvedimento amministrativo. Gli accordi tra l'amministrazione e il privato.

  • Le funzioni pubbliche e i servizi pubblici. Il quadro costituzionale. I modelli organizzativi. I principi di diritto europeo. L'attuazione delle direttive comunitarie.

  • Il principio democratico. I diritti dell'uomo e le riserve di giurisdizione. Il principio della separazione dei poteri. Il rapporto tra la politica e l'amministrazione. Il principio di legalità. Il principio di imparzialità. Il principio del buon andamento. Le funzioni amministrative e le autonomie locali. Gli organi consultivi e gli organi di controllo. Il sistema dei controlli.

  • I caratteri strutturali 5. La costituzione della società 6. I conferimenti. La responsabilità personale dei soci 7. Le quote. Le azioni 8. (Segue): Le nuove forme di finanziamento 9. Gli organi sociali. L'assemblea 10. (Segue): Amministratori. Sindaci. Collegio dei probiviri 11. La vigilanza governativa 12. Bilancio. Utili. Ristorni 13. Le modificazioni dell'atto costitutivo 14. Variazioni dei soci e dei capitale sociale 15. Lo scioglimento della società 16. La piccola società cooperativa 17. I «consorzi» di cooperative

  • Caratteri distintivi 2. La costituzione della società. I conferimenti 3. La società a responsabilità limitata unipersonale 4. Le quote sociali 5. (Segue): Le vicende delle quote sociali 6. Gli organi sociali. L'assemblea -7. (Segue): Gli amministratori (Segue): II collegio sindacale. II controllo dei soci 9. Altri aspetti della disciplina

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