• Riassunto del capitolo 3 "Elementi di testualità": testo e tipologie testuali, i requisiti del testo, la lingua e il contesto extralinguistico. Una serie di fonemi disposti secondo un ordine rispondente alle regole di una data lingua può dar luogo a morfemi, l'unione di morfemi a parole, una sequenza di parole a frasi. La lingua non ha bisogno d'altro che di se stessa o del laboratorio del grammatico o del linguista. La lingua è il primario strumento di comunicazione: nel momento in cui la lingua è veicolo di comunicazione diviene un testo.

  • È importante volgere l’attenzione all’immagine dello straniero che ne fanno i media, perché è tra media e rappresentazione quotidiana che traiamo spesso la nostra percezione del mondo, capendo appunto che i meccanismi di costruzione dello stereotipo sono spesso alimentati dai media. Il senso comune riveste un ruolo determinante nella riproduzione dello stereotipo. Il parlare comune diviene quindi un atto perlocutorio tramite il quale costruiamo le affermazioni che enunciamo. Le discriminazioni razziali sono basate su una mentalità razzista non solo l’ineguaglianza e la gerarchia delle razze, mal’ineguaglianza e gerarchie tra culture, tale atteggiamento è frutto di un’idea rigida di cultura. Anche il discorso differenzialista, quando si concentra sul teorizzare la differenza rischia di divenire strumento di stereotipizzazione

  • La lettura che i media danno del reale, più che una rappresentazione si traduce in un processo di costruzione mediatica della realtà e di conseguenza anche della differenza. Nel tentativo di operare una semplificazione della complessità sociale i media rivelano l’ambiguità del loro modo di costruire un messaggio. Ciò accade maggiormente quando i temi sono articolati e davanti ai quali è più semplice ridurre la trattazione dell’argomento ad una contrapposizione invece di fare un’analisi approfondita, quindi un’esaltazione della differenza è la conseguenza di quel processo di semplificazione del reale. La carta stampata a differenza della Tv cerca di contenere questa tendenza alla semplificazione attraverso spazi di approfondimento.

  • La televisione, contrariamente a quanto fa il cinema, si pone l’obiettivo di riprodurre a distanza una scena "in tempo reale". Il cinema non può riprodurre una scena in movimento nello stesso momento in cui avviene poiché la ripresa cinematografica è basata sulla registrazione della scena sulla pellicola la quale, per essere utilizzabile, deve essere sottoposta ai processi chimici di sviluppo.

  • Il termine scenografia derivando da skenographia ha in se il senso originale di dipingere,ornare la scena ma implica anche quello di scrivere la scena ovvero di partecipare organizzando la spazialità, la scrittura scenica comprende tutte le possibilità di espressione della scena. Aristotele ci dice che Eschilo fu il primo a portare il numero degli attori da uno a due e a ridurre la parte del coro per conferire più importanza alla parola, Sofocle portò gli attori a 3 e inventò la scenografia. Pollione nel trattato de Architectura 16-13 ac. Dice che l’inventore della scenografia fu Agatarco. Secondo Baldry il teatro del 5 secolo ignorava la scenografia, come l’intendiamo noi l’intera azione si svolgeva sulla stessa facciata.

  • Rassiunto del libro ANALIZZARE LA COMUNICAZIONE di Andrea Semprini La comunicazione si diffonde rapidamente nelle società contemporanee e occupa un posto sempre più grande nello spazio pubblico. L’identificazione di uno spazio di contenuto specifico che definiamo: spazio testuale per il testo, spazio discorsivo per l’enunciazione e spazio socioculturale per il fuori testo sociale dovrebbe articolare il problema delle relazioni. Si cercherà di fare emergere una sociosemiotica, intesa come disciplina che studia l'inscrizione del senso all'interno delle pratiche sociali. Le analisi proposte del programma sociosemiotico cercano: Doppio obiettivo: di tipo metodologico: cioè il fatto di avvicinare(studiare) la comunicazione dal basso, dalle sue occorrenze, da esempi specifici, attraverso le comunicazioni e non la comunicazione. E di tipo teorico.

  • Il quadrato dei valori di consumo viene proposto da Floch in un saggio dedicato a varie campagne pubblicitarie di automobili Analizzando molte pubblicità di automobili, Floch individua un’opposizione fondamentale tra valori di base e valori d’uso VALORI DI BASE(esistenziali)  valori che corrispondono al piano delle preoccupazioni fondamentali dell’essere VALORI D’USO (pratici/utilitari)  valori pratici di tutti i giorni (eseguire certi compiti ordinari Floch constata come le pubblicità d’auto possano esaltare per esempio, i valori di maneggevolezza e affidabilità (valori d’uso) o virilità/femminilità, spirito di avventura dei conducenti, tutti valori che investono la sfera identitaria (valori di base).

  • Saussure getta le basi della linguistica strutturale, e occupandosi della lingua naturale capisce che occorre fondare una disciplina che vada oltre la linguistica: la semiologia, una scienza che studia la vita dei segni nel quadro della vita sociale. PAROLE = è l'aspetto individuale e creativo del linguaggio, è ciò che dipende dal singolo individuo e pertanto esecuzione personale, Saussure introduce alcune definizioni e opposizioni fondamentali per la linguistica e la semiotica contemporanea. La prima importante dicotomia teorica è quella fra langue e parole. LANGUE = rappresenta l’aspetto sociale condiviso del linguaggio (collettivo). È il sistema che è comune a tutti.

  • Definisce storicamente una serie di procedure linguistiche atte a costruire un discorso, l'arte del parlare in pubblico cioè di scrivere per essere ascoltati.

  • La semiotica è una disciplina che studia i segni. Il segno non è qualcosa che sta per qualcos’altro. In semiotica il segno è l’insieme della cosa presente e di quella assente (è la relazione di rinvio che si stabilisce tra di esse. Umberto Eco (1932) è il principale esponente della semiotica interpretativa, si basa sul pensiero di Saussure, Hjelmslev e Peirce. Per Eco l’intento della semiotica interpretativa è quello di comprendere e ricostruire il processo di interpretazione. Fra le sue opere il trattato di semiotica generale, Lector in fabula e Kant e l’ornitorinco.

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