• La realtà è un obbligo e è lontana dal mondo delle illusioni. Intende convincere il lettore del perché convenga prendere le distanze dall’infinito e sterile gioco dell’ermeneutica e dalle sue illusioni. Il realista non si limita a dire che la realtà esiste ma anche che non è vero che essere e sapere si equivalgono anzi tra ontologia e epistemologia ci sono molte differenze. È indubbio che ci rapportiamo al mondo con schemi concettuali, ma questo non significa che il mondo sia determinato da loro. Non bisogna confondere ontologia e epistemologia , altrimenti vale il non ci sono fatti ma solo interpretazioni. ONTOLOGIA  non è quello che c’è ma il discorso su quello che c’è. Quindi c’è sempre un po’ di epistemologia nell’ontologia e viceversa. EPISTEMOLOGIA  esercita una funzione ricostruttiva limitandosi a prendere atto di qualcosa che esiste indipendentemente dal sapere.

  • L'etica deriva dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine Vengono usati indistintamente “etica” e “morale” poiché i due termini greci trovano nella lingua latina un unico corrispondente in: moris (morale) Sebbene essi spesso siano usati come sinonimi, si preferisce l'uso del termine 'morale' per indicare l'assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Non sono mancati i tentativi in filosofia di evitare questa ambiguità, e così per indicare la riflessione filosofica che ha per oggetto l’ambito dei comportamenti umani vengono utilizzate le espressioni filosofia morale e etica filosofica.

  • L'espressione "pensiero debole" si contrappone al pensiero forte di concezioni come quella marxista o cristiana. Il pensiero debole è un concetto introdotto in filosofia dai filosofi italiani Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti nel 1983 fra i massimi esponenti del postmodernismo europeo, per descrivere un importante mutamento nel modo di concepire la filosofia, avvenuto a partire dalla metà del XX secolo. Questo mutamento, introdotto secondo Vattimo e Rovatti dall'opera di pensatori come Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger, è caratterizzato dal cadere di numerosi presupposti fondanti della filosofia classica e della tradizione filosofica occidentale

  • Nell’ambito delle etiche applicate rientra anche l’etica della comunicazione. Disciplina sorta nella seconda metà del novecento. Di un’etica della comunicazione abbiamo davvero bisogno. Viviamo infatti in una situazione di overdose comunicativa. Manca a noi, come fruitori della comunicazione, la capacità di orientarci, di operare una selezione, di trovare un senso ai meccanismi della comunicazione L’etica della comunicazione è la disciplina che individua, approfondisce e giustifica quelle nozioni morali e quei principi di comportamento che sono all’opera nell’agire comunicativo, e che motiva l’assunzione dei comportamenti da essa stabiliti.

  • Nella nostra società cresce sempre più l’esigenza etica che sorge da un lato nei confronti dei linguaggi giornalistici, e dall’altro entro queste dimensioni comunicative. La prima riguarda tutti quelli che si rapportano all’agire comunicativo , la seconda interessa coloro che operano nei media. L’etica della parola è chiamata a gestire quei fraintendimenti che possono avvenire nello spazio comune aperto dalla fiducia e dalla credibilità. Si è responsabili nei confronti di ciò che diciamo, che scriviamo. L’etica della scrittura è la capacita di individuare i modi in cui il legame della comunità della comunicazione si propone ai vari livelli di mediazione messi in opera dalla presenza del segno scritto (intermediario tra gli interlocutori). esiste anche l'etica legata ai media come la televisione e ad internet.

  • Bios = vita in tutti i sensi + Etos = norma, usanza, abitudine. È lo studio sistematico( scientifico ed organico) delle dimensioni morali delle scienze della vita e della cura della salute . Disciplina che studia i problemi per la migliore sopravvivenza dell’uomo nel presente e nel futuro che fa da ponte tra medicina, filosofia ed etica .Pone al centro della sua riflessione la dignità dell’uomo e la ricerca del suo autentico bene

  • Divenuto tribuno della plebe nel 133, Tiberio riuscì a far approvare una riforma agraria per combattere la disoccupazione e contrastare il continuo aumento dei latifondi. Stabilì che nessun cittadino poteva possedere più di 125 ettari; la quota in più doveva essere restituita allo Stato. E poiché la riforma favoriva le classi meno abbienti a discapito del patriziato, e incontrò l’opposizione del Senato. Così quando l’anno successivo Tiberio si ripresentò per la candidatura al tribunato della plebe, i senatori lo accusarono di mirare alla tirannide e alcuni patrizi lo fecero uccidere da sicari.

  • Riassunto del libro VIII di Erodoto. Tratta della guerra tra Greci e Persiani. Le fasi antecedenti al conflitto in cui risalta la figura dell'ateniese Temistocle. I Greci, vedendo molte navi e la moltitudine di soldati,spaventati,decisero di ritirarsi. Gli Eubei corruppero Temistocle a rimanere al prezzo di 30 talenti. Temistocle diede 5 talenti ad Euribiade e 3 ad Adimanto,stratega di Corinto. I Persiani decisero di non attaccare frontalmente i Greci perché potevano scappare con l’aiuto della notte e le loro intenzioni consistevano nella distruzione totale del nemico (non si doveva salvare nessuno)

  • Breve riassunto e spiegazione del libro di J. P. Sartre, noto filosofo dell'esistenzialismo. Il dramma in inizia con il Valletto che introduce in una stanza un uomo chiamato Garcin. La stanza non ha né finestre né specchi e si capisce presto che è un luogo dell'inferno. Garcin viene raggiunto da due donne, Inès ed Estelle.

  • Riassunti schematici di tutto il manuale "Il positivismo giuridico contemporaneo" di Aldo Schiavello e Vito Velluzzi. Sostitutivi del libro, bastano per l'esame di filosofia. Io ho preso 27.

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