• Il pensiero di Leibniz s'inserisce nel dibattito metafisico sulla sostanza, aperto da Cartesio e giunto alla sua conclusione con la filosofie di Spinoza e di Locke, alle quali Leibniz si opporrà. È considerato il precursore dell'informatica della neuroinformatica e del calcolo automatico: fu inventore di una calcolatrice meccanica detta Macchina di Leibniz; inoltre alcuni ambiti della sua filosofia aprirono numerosi spiragli sulla dimensione dell'inconscio che solo nel XX secolo, con Sigmund Freud si tenterà di esplorare.

  • Il pensiero filosofico successivo alla morte di Hegel (1831) è caratterizzato da un’impronta irrazionalistica, da un abbandono della centralità della ragione, che si manifesta in vari modi. Alla coincidenza di reale e razionale affermata da Hegel fanno seguito posizioni in cui la realtà non è caratterizzata dalla razionalità, bensí da altro. La più tipica è quella di Schopenhauer. Per Schopenhauer il cuore della realtà è volontà, volontà cieca, volontà che non ha nessun senso, nessuna direzione, che non mira a niente.

  • Giuseppe Verdi è stato un compositore italiano autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo. Fu sostenitore dei moti risorgimentali; Cavour lo volle candidato alla Camera del primo parlamento del Regno d'Italia (1861-1865), eletto come Deputato nel Collegio di Borgo San Donnino, l'attuale Fidenza, al ballottaggio del 3 febbraio 1861. Il Re lo nominerà poi, per motivi culturali, senatore nel 1874.

  • I catalizzatori sono sostanze che, pur in minima quantità,riescono ad accelerare o rallentare una reazione prendendo parte agli stadî più importanti della reazione stessa, e poi rigenerandosi, per ritrovarsi così inalterati alla fine del processo. Gli enzimi (macromolecole biologiche) hanno attività di catalizzatori, e vengono perciò detti c. biologici.

  • Kafka è uno dei più celebri interpreti della complessità del vissuto umano e delle angosce che turbano la nostra epoca. Nacque a Praga nel 1883, figlio di un agiato negoziante, gretto e autoritario, con cui visse sempre in conflitto. Il suo rapporto col padre segnerà la sua stessa esistenza e sarà tratto comune nella sua produzione letteraria. Sotto un’esistenza apparentemente monotona e priva di grandi avvenimenti, gestava un travaglio interiore molto intenso, forse al limite della psicosi. Poco dopo la laurea s’impiegò in un ente pubblico, dove rimase fino a due anni prima della sua prematura scomparsa nel 1924.

  • Albert Einstein si espresse in maniera sorprendentemente simile a Parmenide, in quanto anch'egli tendeva a negare la discontinuità del divenire e il suo svolgimento nel tempo. Secondo Popper, «grandi scienziati come Boltzmann, Minkowski, Weyl, Schrödinger, Gödel e, soprattutto, Einstein hanno concepito le cose in modo similare a Parmenide e si sono espressi in termini singolarmente simili». In questa breve relazione si presenta sinteticamente il pensiero di Parmenide di Elea.

  • Dettagliata presentazione dell'autore e dei suoi lavori. Charles Dickens, di modeste origini, fu presto vittima del dissesto familiare che condusse il padre in carcere per debiti: all'età di 12 anni, fu costretto a lavorare in una fabbrica. Questa precoce esperienza di miseria, umiliazione abbandono (anche dopo la scarcerazione del padre, la madre aveva insistito perché Dickens si continuasse a lavorare) lo segnò in modo irreparabile.

  • John Locke è considerato il padre del liberalismo classico,dell'empirismo moderno e uno dei più influenti anticipatori dell'illuminismo e del criticismo. In questo sintetico lavoro si presentano vita e opere.

  • Scheda completa sul pensiero dell'autore. Filosofo, storico ed economista inglese è fra i massimi esponenti dell'empirismo. Studio all'Università di Edimburgo nel famoso collegio La Fleche in Francia, dove scrisse la sua opera fondamentale, il trattato della natura umana (1739-40), il cui primo libro, le rielaborate ampliato, prese successivamente il titolo di saggio filosofico intorno all'intelletto umano (1748) e poi quello di una ricerca intorno all'intelletto umano, mentre il terzo libro fu rielaborato col titolo di ricerche intorno ai principi della morale (1751). Nel 1751 si stabilì come bibliotecario a Edimburgo, dove scrisse i discorsi politici (1752), acuti illuminati saggi di economia, sui problemi monetari, sul saggio di interesse, il commercio con l'estero,etc. dedicandosi, contemporaneamente, la grande opera Storia dell'Inghilterra dall'invasione di Giulio Cesare alla rivoluzione del 1668 (1754-61), alle Quattro dissertazioni (1757) e ai dialoghi riguardanti la religione naturale, pubblicati postumi nel 1779.

  • Una relazione molto interessante sullo stile letterario di Svevo. Lo stile di Svevo tiene un'attenzione profonda per gli stati d'animo, per le psicologie ricche contrastate, per ciò che sfugge a coloro che sono interessati solo i fatti, le facciate: dietro di esse fermenta una vita scarsamente sondata ma ricca di motivi, straordinariamente motivata unto in questa direzione nascono i tre romanzi che costituiscono i segni più atti significativi della produzione dell'autore, romanzi impostati su tematiche psicologiche, su molte appariscenti forze che fluttuavano dentro le coscienze degli uomini.

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