• La lettura che i media danno del reale, più che una rappresentazione si traduce in un processo di costruzione mediatica della realtà e di conseguenza anche della differenza. Nel tentativo di operare una semplificazione della complessità sociale i media rivelano l’ambiguità del loro modo di costruire un messaggio. Ciò accade maggiormente quando i temi sono articolati e davanti ai quali è più semplice ridurre la trattazione dell’argomento ad una contrapposizione invece di fare un’analisi approfondita, quindi un’esaltazione della differenza è la conseguenza di quel processo di semplificazione del reale. La carta stampata a differenza della Tv cerca di contenere questa tendenza alla semplificazione attraverso spazi di approfondimento.

  • Qualsiasi processo di comunicazione ha bisogno di un emittente che produca un messaggio e lo codifichi, facendo uscire un segnale fisico che viaggia e si propaga attraverso il canale della comunicazione. La comunicazione è quel ponte che favorisce la condivisione e crea le premesse per una vita intersoggettiva : in base ad essa si costruiscono e si sviluppano le relazioni umane. Quando questo concetto viene trasferito ai media, il significato cambia e va collocato in un contesto storico-culturale-economico. La comunicazione è prodotto e produzione di una società ma bisogna partire dalla comunicazione primaria: e la prima comunicazione avviene con noi stessi. Anche il silenzio e la riflessione sono una forma di comunicazione

  • Rassiunto del libro ANALIZZARE LA COMUNICAZIONE di Andrea Semprini La comunicazione si diffonde rapidamente nelle società contemporanee e occupa un posto sempre più grande nello spazio pubblico. L’identificazione di uno spazio di contenuto specifico che definiamo: spazio testuale per il testo, spazio discorsivo per l’enunciazione e spazio socioculturale per il fuori testo sociale dovrebbe articolare il problema delle relazioni. Si cercherà di fare emergere una sociosemiotica, intesa come disciplina che studia l'inscrizione del senso all'interno delle pratiche sociali. Le analisi proposte del programma sociosemiotico cercano: Doppio obiettivo: di tipo metodologico: cioè il fatto di avvicinare(studiare) la comunicazione dal basso, dalle sue occorrenze, da esempi specifici, attraverso le comunicazioni e non la comunicazione. E di tipo teorico.

  • Il termine pubblicità riveste un duplice significato quello dell’ essere pubblico e quello del rendere pubblico. Il primo per dire che qualcosa è accessibile al pubblico, il secondo pubblicità si intende il rendere pubblicamente noto un determinato evento. La nozione legale di pubblicità però si lega al lessico delle imprese per il quale pubblicità è sinonimo di pubblicità commerciale, ossia comunicazione rivolta al pubblico per stimolarlo al compimento di un certo tipo di atto economico (acquisto di beni o servizi). È la natura economica l’elemento qualificante della pubblicità commerciale la quale si differenzia da un’analoga forma di comunicazione ,la propaganda che si propone di stimolare comportamenti non economici e non di tipo commerciale. Il testo normativo che per primo ha aperto la strada all’attuale nozione giuridica di pubblicità è stato il codice di autodisciplina. Con contenzioso pubblicitario si fa riferimento alle vertenze che possono insorgere in ordine alla violazione di numerose disposizioni che regolano la comunicazione pubblicitaria. Gli organismi a cui è affidato il compito di giudicare se una certa pubblicità sia o non sia in contrasto con le norme che la regolano sono numerosi e di diversa natura e sono diverse le procedure che si svolgono davanti a essi.

  • Tra le varie norme che regolano la comunicazione, la funzione più importante è svolta a tutelare i suoi destinatari dalle insidie della pubblicità decettiva e ingannevole. Può accadere che la pubblicità abbia un contenuto tale da ledere valori dell’individuo o della società quali :ordine pubblico, sentimento religioso, convinzioni civili, senso della morale o del pudore, la sensibilità dei minori o la sicurezza dei cittadini. È per evitare che la collettività sia turbata nei rapporti, nelle credenze e nei sentimenti che ci sono diverse norme sia dall’ordinamento giuridico statuale e sia quello autodisciplinare.

  • Pubblicità comparativa indica quel tipo di comunicazione d’impresa con la quale l’azienda o il prodotto pubblicizzati vengono messi a confronto con le altre aziende o prodotti. Identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente. Alcuni ritengono che la pubblicità comparativa debba essere favorita perché aiuta i consumatori ad orientare le proprie scelte d’acquisto; altri invece dicono che la comparazione diretta è illecita perché atto di concorrenza sleale. Le due normative che regolano la pubblicità comparativa sono la legge dello stato con l’art.22 del codice del consumo e per l’autodisciplina l’art.15 C.A.P.

  • La pubblicità è una forma di comunicazione d’impresa avente contenuto economico e finalità promozionale rivolta al pubblico attraverso mezzi di comunicazione di massa. La pubblicità acquista un rilievo giuridico in relazione alle diverse categorie di interessi con cui è in rapporto e con cui può entrare in conflitto. Poiché sono interessi di varia natura che fanno capo alle più varie categorie di soggetti, le norme che tendono a proteggerli sono eterogenee e il profilo giuridico della comunicazione pubblicitaria che da esse si può ricavare sarà non omogeneo e ineguale. Quindi la pubblicità è giuridicamente rilevante perché: devono essere tutelati gli interessi dei consumatori, deve essere garantita la correttezza dei rapporti concorrenziali ,interferisce con diritti individuali (ad es. privacy, immagine, marchio) e interessi collettivi (ad es. salute, sicurezza, convinzioni civili e religiose, tutela dei minori), costituisce una fonte di finanziamento dei media.

  • LA PROSPETTIVA COMUNICATIVA NELLA SOCIOLOGIA DELLA DIFFERENZA Nella riproduzione sociale della comunicazione svolge un ruolo fondamentale la scelta dei temi che costituiscono la struttura culturale e semantica dei processi comunicativi. Il rilievo riconosciuto ai temi e la funzione di generalizzazione di senso che vien loro attribuita chiarisce che essi non siano stati creati dal nulla, ma tramandati dalla storia concettuale e ideale di un corpo sociale. Da questo punto di vista la cultura è l’insieme di produzione e riproduzione che consente alle persone di dare senso alle cose che fanno e che dicono. Dalla cultura proviene anche la possibilità di distinguere nel repertorio dei temi disponibili tra ciò che è adeguato o no.

  • La forma classica di pubblicità televisiva è rappresentata dallo spot, ossia un breve filmato della durata di 30 secondi. Gli spot pubblicitari non compaiono mai isolatamente durante un programma ma sono sempre raggruppati insieme e vanno a costituire le cosiddette pause pubblicitarie ("break pubblicitari"). La memoria è un aspetto cruciale della psicologia della pubblicità, in quanto la memoria è considerata il primo gradino, o meglio una condizione necessaria sebbene non sufficiente, nel determinare l’efficacia della pubblicità

  • Molti direttori creativi delle agenzie cercano di delineare una loro "filosofia creativa", un insieme di criteri-guida che serva a indirizzare il lavoro dei loro collaboratori, li stimoli nella ricerca di idee innovative e funga da elemento di giudizio per riconosce-re le idee valide da quelle da abbandonare. La creatività è la capacità di presentare un personaggio, una storia, un fatto o una situazione in modo attraente, ma soprattutto nuovo e convincente. la creatività nella comunicazione pubblicitaria è indirizzata a catturare sull'attenzione dell'osservatore, ma per convogliarla subito verso il prodotto e la sua promessa un'idea creativa, per quanto brillante, non può limitarsi a colpire, meravigliare, divertire e commuovere coloro , che la osservano, la capiscono e l'apprezzano, ma deve anche indurIi a rafforzare o a modificare un' opinione e a tradurre una sensazione momentanea in una preferenza di lunga durata per una marca.

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