• Con il termine antitrust (anti-monopolio) si indica il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici. Tale complesso normativo, detto anche Diritto antitrust o Diritto della concorrenza, esercita una tutela di carattere generale al bene primario della concorrenza inteso quale meccanismo concorrenziale, impedendo che le imprese, singolarmente o congiuntamente, pregiudichino la regolare competizione economica adottando condotte che integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e concentrazioni idonee a creare o rafforzare una posizione di monopolio. La legge quindi introduce due fondamentali forme di violazione: l'abuso di posizione dominante e l'intesa restrittiva della concorrenza.

  • La funzione della pubblicità di promuovere l’acquisto di beni e servizi si traduce in una funzione concorrenziale. Il nostro ordinamento è basato sulla libertà concorrenziale. La libertà però deve mantenersi entro certi limiti. Nell’ ordinamento statuale queste regole sono espresse in una serie di norme nell’art. 2598. C.C. L’art 2598 n. 1 C.C reprime l’uso di segni distintivi idonei a produrre confusione con segni distintivi di altri (nomi,emblemi ,simboli) tutti gli elementi di cui un’impresa si avvale per individuare e contraddistinguere la propria attività e i propri prodotti L’illecito concorrenziale sussiste solo se dall’imitazione si possa conseguire confusione, la norma non è applicabile quando l’imitazione non generi confusione. La concorrenza sleale non ci sarà dove l’imitazione cada su elementi banali, generalizzati e privi di capacità distintiva (codici numeri per prodotti nel catalogo).