• Benché il termine “informazione” non compaia testualmente nella Costituzione, si ritengono coperti dall’Art. 21 Cost. anche informazioni e notizie, non solo il pensiero, questo poiché non si è in presenza di diritti distinti, bensì di un’unica libertà interamente compresa. Riguarda la libertà di esprimere i propri pensieri o di mantenerlo riservato, ed è una libertà riconosciuta e tutelata all’interno dell’Art. 21 Cost. I maggiori limiti a questo aspetto della libertà si riscontrano soprattutto nell’ambito della Pubblica Amministrazione, della Sicurezza dello Stato e della Salute pubblica, ovvero laddove la mancata espressione provochi un danno alla cosa pubblica, o allo Stato e ai suoi membri.

  • Il termine pubblicità riveste un duplice significato quello dell’ essere pubblico e quello del rendere pubblico. Il primo per dire che qualcosa è accessibile al pubblico, il secondo pubblicità si intende il rendere pubblicamente noto un determinato evento. La nozione legale di pubblicità però si lega al lessico delle imprese per il quale pubblicità è sinonimo di pubblicità commerciale, ossia comunicazione rivolta al pubblico per stimolarlo al compimento di un certo tipo di atto economico (acquisto di beni o servizi). È la natura economica l’elemento qualificante della pubblicità commerciale la quale si differenzia da un’analoga forma di comunicazione ,la propaganda che si propone di stimolare comportamenti non economici e non di tipo commerciale. Il testo normativo che per primo ha aperto la strada all’attuale nozione giuridica di pubblicità è stato il codice di autodisciplina. Con contenzioso pubblicitario si fa riferimento alle vertenze che possono insorgere in ordine alla violazione di numerose disposizioni che regolano la comunicazione pubblicitaria. Gli organismi a cui è affidato il compito di giudicare se una certa pubblicità sia o non sia in contrasto con le norme che la regolano sono numerosi e di diversa natura e sono diverse le procedure che si svolgono davanti a essi.

  • Con il termine antitrust (anti-monopolio) si indica il complesso delle norme giuridiche che sono poste a tutela della concorrenza sui mercati economici. Tale complesso normativo, detto anche Diritto antitrust o Diritto della concorrenza, esercita una tutela di carattere generale al bene primario della concorrenza inteso quale meccanismo concorrenziale, impedendo che le imprese, singolarmente o congiuntamente, pregiudichino la regolare competizione economica adottando condotte che integrano intese restrittive della concorrenza, abusi di posizione dominante e concentrazioni idonee a creare o rafforzare una posizione di monopolio. La legge quindi introduce due fondamentali forme di violazione: l'abuso di posizione dominante e l'intesa restrittiva della concorrenza.

  • La funzione della pubblicità di promuovere l’acquisto di beni e servizi si traduce in una funzione concorrenziale. Il nostro ordinamento è basato sulla libertà concorrenziale. La libertà però deve mantenersi entro certi limiti. Nell’ ordinamento statuale queste regole sono espresse in una serie di norme nell’art. 2598. C.C. L’art 2598 n. 1 C.C reprime l’uso di segni distintivi idonei a produrre confusione con segni distintivi di altri (nomi,emblemi ,simboli) tutti gli elementi di cui un’impresa si avvale per individuare e contraddistinguere la propria attività e i propri prodotti L’illecito concorrenziale sussiste solo se dall’imitazione si possa conseguire confusione, la norma non è applicabile quando l’imitazione non generi confusione. La concorrenza sleale non ci sarà dove l’imitazione cada su elementi banali, generalizzati e privi di capacità distintiva (codici numeri per prodotti nel catalogo).

  • La creatività è il complesso di ideazioni ed elaborazioni creative che fanno da supporto, nei messaggi, alla presentazione del prodotto pubblicizzato La materia delle ideazioni pubblicitarie rileva sotto molteplici aspetti se su un certo elemento creativo possa configurarsi un diritto esclusivo e a chi ed in quale misura tale diritto competa. Il problema non si presenta quando ci sia un accordo che lo risolva in partenza. Nel nostro ordinamento la materia del diritto d’autore è regolata oltre che dagli articoli 2575 a 2583 del codice civile, da una normativa speciale costituita dalla L.22, e da un altro regolamento di esecuzione. Il diritto d’autore indica una serie di diritti e facoltà esclusivi riconosciuti agli autori delle creazioni intellettuali che presentano le caratteristiche di “opere dell’ingegno di carattere creativo” come esprime l’art. 1 della legge speciale.

  • Tra le varie norme che regolano la comunicazione, la funzione più importante è svolta a tutelare i suoi destinatari dalle insidie della pubblicità decettiva e ingannevole. Può accadere che la pubblicità abbia un contenuto tale da ledere valori dell’individuo o della società quali :ordine pubblico, sentimento religioso, convinzioni civili, senso della morale o del pudore, la sensibilità dei minori o la sicurezza dei cittadini. È per evitare che la collettività sia turbata nei rapporti, nelle credenze e nei sentimenti che ci sono diverse norme sia dall’ordinamento giuridico statuale e sia quello autodisciplinare.

  • Pubblicità comparativa indica quel tipo di comunicazione d’impresa con la quale l’azienda o il prodotto pubblicizzati vengono messi a confronto con le altre aziende o prodotti. Identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente. Alcuni ritengono che la pubblicità comparativa debba essere favorita perché aiuta i consumatori ad orientare le proprie scelte d’acquisto; altri invece dicono che la comparazione diretta è illecita perché atto di concorrenza sleale. Le due normative che regolano la pubblicità comparativa sono la legge dello stato con l’art.22 del codice del consumo e per l’autodisciplina l’art.15 C.A.P.

  • Di recente i reati di diffamazione, soprattutto nella sua forma aggravata della diffamazione a mezzo stampa, sono stati oggetto di molte e contrastanti discussioni sia in dottrina che in giurisprudenza. Per l’individuazione del reato di diffamazione a mezzo stampa è facile individuare l’area di azione della scriminante sopra descritta e quella di perfezionamento del reato, in quanto la legge prevede dei parametri rigorosi e tassativi, è molto difficile, invece, individuare quando un poemetto, una fotografia od un’altra qualsiasi forma di arte figurativa possa rientrare nel campo della satira o in quello penalmente sanzionato, poiché non sono state individuate delle regole inequivocabili e precise.

  • Alla fine del 1800, il "right of privacy" si configurava come diritto di essere lasciato in pace (right to be let alone), di non subire intrusioni indesiderate nella sfera della propria vita privata, in una società caratterizzata da una circolazione delle informazioni sempre più vasta e veloce, grazie alla diffusione della stampa. Oggi, a più di un secolo di distanza il diritto alla privacy ,riconosciuto e tutelato, ha subito una notevole trasformazione, riconducibile a diversi fattori, che trovano la loro matrice comune nell’evoluzione storico-politica della società e, in particolare, nel progresso tecnologico e delle forme di comunicazione di massa.

  • Il primo fondamento dell’art.21 si ritrova nell’art. 2 della stessa Costituzione che sancisce: il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, così come la sua libertà di espressione e affermazione individuale. Alla base dell’Art. 2 vi sono quindi il diritto all’informazione, come base fondamentale per la costruzione delle proprie idee e della propria personalità, e il diritto all’espressione, che non si limita alla manifestazione. Il buon costume è l’unico limite che l’art.21 Cost. prevede esplicitamente alla libertà di manifestazione del pensiero

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