• L'etica deriva dal greco antico εθος (o ήθος), èthos, "carattere", "comportamento", "costume", "consuetudine Vengono usati indistintamente “etica” e “morale” poiché i due termini greci trovano nella lingua latina un unico corrispondente in: moris (morale) Sebbene essi spesso siano usati come sinonimi, si preferisce l'uso del termine 'morale' per indicare l'assieme di valori, norme e costumi di un individuo o di un determinato gruppo umano. Non sono mancati i tentativi in filosofia di evitare questa ambiguità, e così per indicare la riflessione filosofica che ha per oggetto l’ambito dei comportamenti umani vengono utilizzate le espressioni filosofia morale e etica filosofica.

  • Pur ammettendo con Aristotele che l'anima è forma sostanziale del corpo, Tommaso afferma che l'anima dell'uomo è spirituale e sussistente, possiede cioè un essere autonomo rispetto al corpo. A differenza del corpo, infatti, l'anima conosce l'universale e all'autocoscienza; essa pertanto non muore quando il corpo si corrompe.

  • L'espressione "pensiero debole" si contrappone al pensiero forte di concezioni come quella marxista o cristiana. Il pensiero debole è un concetto introdotto in filosofia dai filosofi italiani Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti nel 1983 fra i massimi esponenti del postmodernismo europeo, per descrivere un importante mutamento nel modo di concepire la filosofia, avvenuto a partire dalla metà del XX secolo. Questo mutamento, introdotto secondo Vattimo e Rovatti dall'opera di pensatori come Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger, è caratterizzato dal cadere di numerosi presupposti fondanti della filosofia classica e della tradizione filosofica occidentale

  • Bios = vita in tutti i sensi + Etos = norma, usanza, abitudine. È lo studio sistematico( scientifico ed organico) delle dimensioni morali delle scienze della vita e della cura della salute . Disciplina che studia i problemi per la migliore sopravvivenza dell’uomo nel presente e nel futuro che fa da ponte tra medicina, filosofia ed etica .Pone al centro della sua riflessione la dignità dell’uomo e la ricerca del suo autentico bene

  • Il pitagorismo è un movimento filosofico scientifico sviluppato nel quinto secolo avanti Cristo, dagli immediati seguaci di Pitagora. La scuola pitagorica, alla quale erano ammesse anche le donne, imponeva agli adepti inosservanza del celibato, la comunione dei beni, nonché regole, divieti pratiche di purificazione del corpo dell'anima. Tra queste ebbe particolare importanza la musica, che occasionò la scoperta del rapporto numerico che governa l'altezza dei suoni. È probabilmente da queste prime esperienze che si sviluppò l'interesse dei pitagorici per l'aritmetica, da essi intesa come la teoria dei numeri interi.

  • Il primato dell'etica nella filosofia ellenistica confluisce negli ultimi secoli dell'era pagana in un movimento complesso di cui fa parte anche il cristianesimo: l'accentuarsi, anche a causa delle mutate condizioni politiche in seguito all'espandersi dell'impero romano, di un interesse religioso sia nella cultura sia nella gente comune.

  • Il termine filosofia deriva dal greco e significa alla lettera "amore della sapienza". Come attività intellettuale specifica, come forma di sapere organizzata scientificamente, e esiste solo nella tradizione europea che comincia con i greci. Esistono elementi "filosofici" anche nelle altre culture perlopiù inseriti, però, in insiemi dottrinali di carattere religioso, quindi, difficilmente definibili come "filosofici" in senso proprio.

  • Con Ludwig Feuerbach si verificò un vero e proprio ribaltamento delle posizioni di Hegel; egli afferma che non è possibile considerare come assoluto un singolo sistema, neppure quello hegeliano, nonostante la sua rigorosa scientificità, universalità e ricchezza, perché questo significherebbe arrestare il tempo e portare gli uomini a rinunciare alla libera ricerca. Nell' Essenza della religione , egli prende in considerazione non soltanto il cristianesimo, ma la religione in generale: essa ha la sua matrice nel sentimento di dipendenza dell'uomo dalla natura. Feuerbach considera l'individuo un'entità non assolutamente autonoma, ma dipendente da una realtà oggettiva: la natura. Essa è più in generale il mondo da cui l'uomo dipende: tale dipendenza si manifesta all'uomo sotto forma di bisogno. Proprio dalla difficoltà di soddisfarlo nasce la religione.

  • Il pensiero di Leibniz s'inserisce nel dibattito metafisico sulla sostanza, aperto da Cartesio e giunto alla sua conclusione con la filosofie di Spinoza e di Locke, alle quali Leibniz si opporrà. È considerato il precursore dell'informatica della neuroinformatica e del calcolo automatico: fu inventore di una calcolatrice meccanica detta Macchina di Leibniz; inoltre alcuni ambiti della sua filosofia aprirono numerosi spiragli sulla dimensione dell'inconscio che solo nel XX secolo, con Sigmund Freud si tenterà di esplorare.

  • Il pensiero filosofico successivo alla morte di Hegel (1831) è caratterizzato da un’impronta irrazionalistica, da un abbandono della centralità della ragione, che si manifesta in vari modi. Alla coincidenza di reale e razionale affermata da Hegel fanno seguito posizioni in cui la realtà non è caratterizzata dalla razionalità, bensí da altro. La più tipica è quella di Schopenhauer. Per Schopenhauer il cuore della realtà è volontà, volontà cieca, volontà che non ha nessun senso, nessuna direzione, che non mira a niente.

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