• Farinata, come uno dei capi della fazione avversa Firenze guelfa, è stato, senza dubbio, responsabile delle sciagure e di lutti abbattutisi sulla patria all'indomani dell'infausta giornata di Montaperti, che vide “L’Arbia colorata in rosso”. Quell'esecrabile scempio, però, che i fiorentini non riescono a dimenticare, fu un'azione politica attuata in difesa di un ideale contro avversari in armi, per una causa creduta giusta e santa. Firenze si rivela quindi doppiamente ingrata verso i suoi migliori figli che, in cambio di essi e di persecuzioni, le hanno donato salvezza e di immortalità: Farinata e Dante, rivali in politica, hanno caratteri fieri, leali e sono assetati di giustizia e sono insieme nell'unico sublime amor di patria.

  • Giovanni Boccaccio nacque nel 1313, probabilmente a Firenze (o forse a Certaldo, borgo da cui la famiglia paterna era originaria), figlio illegittimo del mercante Boccaccino di Chellino. Legittimato e accolto in casa dal padre, fu avviato ai primi studi a Firenze.

  • Molti termini con cui si vuole indicare i caratteri distintivi di un’epoca sono stati formulati in periodi successivi. Il termine rinascita è stato inizialmente dal Vasari durante il XVI secolo per indicare che l’età nella quale viveva avrebbe portato alla rinascita dell’arte e della cultura classiche, ormai considerate morte. Per tal motivo il Rinascimento si oppone al periodo precedente, definendolo con il termine dispregiativo di “gotico”. Che il Rinascimento sia un’imitazione dell’antichità classica però non è vero; l’arte è espressione di un determinato periodo storico, non è copiabile, è unica ed irripetibile. Il rinascimento costituì un momento di frattura con le epoche passate, con il medioevo, giungendo alla riscoperta dell’uomo e della prospettiva.