• Hölderlin, Schelling ed Hegel, si formarono nel collegio di Tubinga insieme. Questi tre giovani insieme piantarono l’albero della libertà quando ebbero le prime notizie del divampare della Rivoluzione francese, si giurarono insieme di non parlare mai di banalità in vita loro, ed elaborarono insieme un documento che è diventato uno dei grandi problemi della filologia della filosofia tedesca: il primo abbozzo di sistema dell’idealismo tedesco, che non è firmato, per cui la paternità è di difficile attribuzione. Ci fu quindi un momento della giovinezza di questi tre giganti in cui le idee dell’uno si confondevano con le idee dell’altro.

  • Sintetica esposizione sull'opera di Hegel "La fenomenologia dello spirito". La fenomenologia dello spirito è presentata dall'autore come propedeutica rispetto al sistema filosofico, ha infatti il compito di accompagnare la "coscienza" naturale, dai suoi gradi più immediati e poveri fino al riconoscimento del "sapere assoluto", ossia di quel superamento delle scissioni che solo rende possibile la "scienza speculativa". Per un tale raggiungimento i tempi sono ormai maturi, sostiene l'autore riferendosi anche al rivolgimento politico-sociale in corso in tutta Europa; tuttavia si impone un'ultima battaglia: contro la critica della ragione vigente, articoli diversi, così nei romantici come in Schelling.

  • Sintetica presentazione del pensiero e della vita del filosofo. Hegel è il più grande filosofo dopo Kant, fondatore dell'idealismo assoluto. Figlio di un modesto impiegato, si scrisse nel 1788, alla facoltà di teologia del seminario di Tubinga, dove strinsi amicizia con Hordelin e Schelling, già noto negli ambienti culturali tedeschi.