• Il colonialismo inglese ebbe la sua massima espansione dal XVII al XIX secolo, nel nord America, in India, in Africa e in Australia. L'India fu l'orgoglio dell'Impero britannico, un subcontinente che per più di 150 anni fu un vasto mercato per i prodotti britannici e un inesauribile fornitore di materie prime(manufatti tessili), a vantaggio del potente sistema commerciale e industriale della madre patria. La sconfitta della Francia assicurò all'Inghilterra nel 1757 il controllo del Bengala del Deccan alla compagnia delle Indie Orientali. Il primo passo verso la trasformazione in colonia fu la l'approvazione, nel 1784, del Indian Act, che concedeva ai governatori generali della Compagna Inglese delle Indie Orientali la facoltà di agire in nome del governo di Londra. Sotto il controllo di tale compagnia restò l'India fino al 1858, anno in cui, con lo scioglimento della Compagnia, l'India divenne a tutti gli effetti colonia britannica. Il Government of India Act del 1858, infatti, ratificò la fine dell'impero Moghul, dopo la deposizione dell'ultimo imperatore Muhammad Bahadur Shah, e trasformò l'India in una colonia britannica sotto il mandato di un viceré.