• Questo file è uno schema preciso e dettagliato in cui sono raccolte TUTTE le opere del Foscolo, per data, tipologia. Delle più importanti è riportato anche una breve spiegazione.

  • Scrittore, poeta e drammaturgo, amando definire «inimitabile» la sua vita, Gabriele D'Annunzio costruisce intorno a sé il mito di una vita come un'opera d'arte. Deposto ogni pregiudizio che possono indurre a giudicare D'Annunzio negativamente, si può convenire nel riconoscere in lui uno dei più grandi maestri dello stile che abbia mai avuto l'Italia ed anche, nei suoi momenti migliori, un poeta di autentica vena. Probabilmente si giudicherà in maniera corretta l'arte dannunziana se si guarderà alla ricchezza delle immagini dei colori, ai personaggi minori e di mistero delle sue opere drammatiche, come al centro più genuino della sua arte. Un po' come per il barocco, in cui volute fregi più che ornamento sono l'essenza poetica di quello stile.

  • Ugo Foscolo è stato un poeta e scrittore italiano, uno dei principali letterati del neoclassicismo e del preromanticismo. Costretto fin da giovane ad allontanarsi dalla sua patria, si sentì esule per tutta la vita, strappato da un mondo di ideali classici in cui era nato e cresciuto. La sua vita fu caratterizzata da viaggi e fughe, a causa di motivi politici (militò nelle forze armate degli stati napoleonici, ma in maniera molto critica, e fu un oppositore degli austriaci, a causa del suo carattere fiero e dei suoi sentimenti repubblicani), ed egli, privo di fede religiosa in quanto intellettualmente formatosi alla scuola degli Illuministi più materialisti, ed incapace di trovare felicità nell'amore di una donna, avvertì sempre dentro di sé un infuriare di passioni.

  • Una relazione molto interessante sullo stile letterario di Svevo. Lo stile di Svevo tiene un'attenzione profonda per gli stati d'animo, per le psicologie ricche contrastate, per ciò che sfugge a coloro che sono interessati solo i fatti, le facciate: dietro di esse fermenta una vita scarsamente sondata ma ricca di motivi, straordinariamente motivata unto in questa direzione nascono i tre romanzi che costituiscono i segni più atti significativi della produzione dell'autore, romanzi impostati su tematiche psicologiche, su molte appariscenti forze che fluttuavano dentro le coscienze degli uomini.

  • Nono appunto di questa serie di file che ha come obiettivo un'introduzione approfondita della letteratura italiana. Con questo file siamo in Toscana, nel Trecento, ospiti di Giovanni Boccaccio. Dopo un'analisi del contesto storico e brevemente della sua vita ci soffermiamo su tutte le sue opere, brevemente, e poi sul Decamerone, riportando anche quattro novelle.

  • File che prosegue il percorso di introduzione alla letteratura italiana, incentrato interamente su Francesco Petrarca. Breve appunto, ma contenente tutto l'essenziale su l'autore: dal contesto storico, la sua vita, ai suoi lavori, alla sua Laura, sena tralasciare il 'Canzoniere'.

  • Come preannunciato, ecco il file incentrato su Dante Alighieri. Non si tratta di un appunto specifico e con tutti i dettagli, ma sono riportati come sempre i concetti generali: dalla sua vita, il contesto storico, alcune opere soprattutto 'Vita nuova' e accenni su 'La Divina Commedia', la sua opera principale. Vi sono anche degli estratti da 'Vita nuova'.

  • Sesto file di questa serie incentrata sulla storia della letteratura italiana. Questo e il prossimo sono incentrati su un unico scrittore, adesso Guido Cavalcanti e nel prossimo Dante. I due erano contemporanei, amici ed entrambi appartenenti alla corrente dello stilnovo.

  • Terzo appunto che riguarda la letteratura nei primi secoli del primo millennio. Questo appunto riguarda il programma di terza superiore, incentrato nella poesia giocosa, tipicamente toscana. Infatti i sonetti riportati sono di Cecco Angiolieri e di Rustico di Filippo.

  • Si tratta di un'introduzione generale alla letteratura italiana (argomenti di terza superiore). La letteratura e le lettere sono il tema centrale: gli argomenti trattati, lo stile, i principali autori... La lingua ufficiale dell’Impero Romano era il latino. L’Italia faceva parte dell’Impero Romano d’Occidente, che cominciò ad attraversare un lungo periodo di crisi intorno all’anno 200 d.C. Nell’anno 476 fu esiliato l’ultimo imperatore romano e divenne re il barbaro Odoacre. L’Occidente, e quindi anche l’Italia, passò in mano ai barbari, ma già da molti anni varie parti dell’Impero erano state invase dai barbari: il latino, dunque, aveva cominciato a modificarsi sotto l’influenza delle lingue di queste popolazioni. In seguito, altre popolazioni invasero l’Italia: Bizantini, Longobardi, Franchi, Saraceni, Normanni, e tutti questi influenzarono il latino delle zone in cui si stabilirono. Quindi, in Italia, si cominciarono a parlare lingue diverse, che avevano però la stessa base di latino. Queste lingue erano dette volgari, cioè lingue del volgo, del popolo.

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