• Benché il termine “informazione” non compaia testualmente nella Costituzione, si ritengono coperti dall’Art. 21 Cost. anche informazioni e notizie, non solo il pensiero, questo poiché non si è in presenza di diritti distinti, bensì di un’unica libertà interamente compresa. Riguarda la libertà di esprimere i propri pensieri o di mantenerlo riservato, ed è una libertà riconosciuta e tutelata all’interno dell’Art. 21 Cost. I maggiori limiti a questo aspetto della libertà si riscontrano soprattutto nell’ambito della Pubblica Amministrazione, della Sicurezza dello Stato e della Salute pubblica, ovvero laddove la mancata espressione provochi un danno alla cosa pubblica, o allo Stato e ai suoi membri.

  • Il primo fondamento dell’art.21 si ritrova nell’art. 2 della stessa Costituzione che sancisce: il riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo, così come la sua libertà di espressione e affermazione individuale. Alla base dell’Art. 2 vi sono quindi il diritto all’informazione, come base fondamentale per la costruzione delle proprie idee e della propria personalità, e il diritto all’espressione, che non si limita alla manifestazione. Il buon costume è l’unico limite che l’art.21 Cost. prevede esplicitamente alla libertà di manifestazione del pensiero

  • L'espressione "pensiero debole" si contrappone al pensiero forte di concezioni come quella marxista o cristiana. Il pensiero debole è un concetto introdotto in filosofia dai filosofi italiani Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti nel 1983 fra i massimi esponenti del postmodernismo europeo, per descrivere un importante mutamento nel modo di concepire la filosofia, avvenuto a partire dalla metà del XX secolo. Questo mutamento, introdotto secondo Vattimo e Rovatti dall'opera di pensatori come Friedrich Nietzsche e Martin Heidegger, è caratterizzato dal cadere di numerosi presupposti fondanti della filosofia classica e della tradizione filosofica occidentale

  • Esistono diverse scuole internazionali di pensiero legate alla pubblicità. ROSSER REEVES Nella ripetizione l’aspetto chiave per il successo di ogni campagna e fu anche il primo a promuovere lo spot televisivo da 30 secondi. Il suo pragmatismo lo portò ad essere più vicino all’anima commerciale della pubblicità piuttosto che a quella creativa. DAVID OGILVY Rese popolare il concetto secondo il quale è l’immagine di marca l’asse portante della strategia pubblicitaria. L’unicità da caratteristica di prodotto, diviene connotazione della brand image.LEO BURNETT Ogni prodotto ha una trama caratterizzata dalla sua forza e semplicità e che compito della pubblicità è scoprirlo e farne tesoro. A lui si deve l’antropomorfizzazione dei prodotti tramite l’impiego di personaggi fiabeschi. JEAN JACQUES SEGUELÀ Ha inventato un vero e proprio metodo per arrivare a determinare la personalità del prodotto-star. Unico contemporaneo tra i grandi, Seguelà sostiene infatti che la pubblicità deve essere spettacolo

  • Appunti schematici sui concetti psicologici di: intelligenza, pensiero, ansia e attacchi di panico. Per ogni concetto viene fornita una breve definizione e la descrizione delle principali psicopatologie.