• Slide del laboratorio dei disturbi alimentari 2014. L’alimentazione comprende l’insieme di fattori che portano al riconoscimento prima ed alla soddisfazione poi dei bisogni alimentari individuali in funzione sia delle caratteristiche psicofisiche, della sicurezza e dei gusti che della cultura e dello stile di vita prevalenti nell’ambiente nel quale il soggetto si trova a vivere abitualmente.

  • Nel considerare le correlazioni fra individuo e ambiente,va sottolineato che esiste in ogni tipo di comportamento umano una loro costante integrazione. L’aspetto più caratteristico di questa correlazione è rappresentato dal rapporto inversamente proporzionale fra le componenti di vulnerabilità individuale e i fattori ambientali: quanto più criminogenetici sono questi ultimi, tanto meno rilevanti sono le componenti psicologiche o biologiche legate all’individuo; e, viceversa.

  • In queste slide viene spiegato il sistema di codifica relazionale di Alan Fogel che comprende cinque categorie di codifica, le quali vogliono essere delle linee guida per l'analisi delle variazioni nella qualità comunicativa. L'applicazione del sistema fornisce un modo di eseguire il progresso della comunicazione nel tempo e non una misura globale della qualità dell'intero episodio comunicativo. Il sistema può essere applicato a qualsiasi tipo di comunicazione interpersonale, tra qualunque individuo di ogni età.

  • Una sintetica descrizione dei principali autori che hanno segnato la storia della psicologia. Un excursus delle principali correnti teoriche che si sono susseguite nello scenario mondiale della psicologia dal 1879 fino agli orientamenti contemporanei.

  • In queste slide viene descritta la nascita e lo sviluppo della psicologia della vecchiaia, considerando le principali teorie psicologiche sullo sviluppo umano e sull' invecchiamento: la teoria del disimpegno, la teoria dell'attività, la teoria della continuità, la teoria bifattoriale dell'intelligenza. Saranno poi discussi i più frequenti stereotipi e false credenze sulla vecchiaia.

  • Quando si parla di demenza si ci riferisce a una sindrome clinica che provoca il progressivo deterioramento delle funzioni mentali dell’individuo, come il declino preminente e precoce della memoria e alterazioni di almeno una delle funzioni corticali superiori di entità tali da compromettere le usuali attività lavorative e sociali del paziente. Oltre ai sintomi cognitivi sono presenti sintomi non cognitivi che riguardano la sfera della personalità, dell’affettività, la percezione e il comportamento (criteri DSM IV, APA). In questo testo verranno elencati i sintomi cognitivi e non cognitivi. Successivamente saranno descritte le forme più comuni di demenza.

  • Sintesi della prima parte del Cap. IV della PARTE II del libro "Psicologia e Formazione". La stima di sé è l’immagine sentita di se stessi come risulta dal rapporto tra io ideale, io attuale e loro componenti. Ogni elemento costitutivo dell’io fornisce una rappresentazione parziale di ciò che è la personalità; sono rappresentazioni affettivo-cognitive: ognuna di essere è associata a cariche affettive che colorano le rappresentazioni con tonalità di dispiacere-piacere. Tali rappresentazioni sono il risultato di investimenti pulsionali: riflettono sempre componenti cognitive ed emotive, con un predominio di queste ultime nei gradi più primitivi di regolazione dell’autostima e un predominio di componenti cognitive con implicazioni affettive ridimenzionate nei gradi più progrediti di regolazione dell’autostima. L’insieme di queste rappresentazioni è sperimentata come stima di sé.

  • I Disturbi Pervasivi (o Generalizzati) dello Sviluppo (DPS o DGS) sono anche definiti Disturbi dello spettro autistico (DSA) e sono un gruppo di disturbi eterogeneo che condividono alcune caratteristiche e si differenziano per altre. I DPS o DSA sono caratterizzati da una grave compromissione di interazione sociale reciproca, comunicazione e linguaggio, interessi ristretti e comportamenti stereotipati. Sono descritti i criteri diagnostici secondo il DSM-IV-TR, l'epidemiologia, l'eziologia. Inoltre vengono presentati gli indicatori-marcatori, i disturbi e le malattie associate, l'evoluzione e il decorso, la prognosi e i principali approcci terapeutici.

  • Si parla di disabilità intellettiva (DI) in sostituzione della vecchia denominazione di “ritardo mentale”. Vengono qui descritti l'eziologia, l'epidemiologia, le cause genetiche e non genetiche, i fattori ambientali/psico-sociali, i criteri e gli strumenti diagnostici. Inoltre si espongono i fenotipi comportamentali delle principali sindromi genetiche con disabilità intellettiva.

  • Il linguaggio, benché sia direttamente dipendente dallo sviluppo di abilità cognitive ed emotive emergenti, diventa rapidamente mediatore primario dell’interazione sociale e dei processi di organizzazione interna del pensiero, e costituisce le basi per le successive acquisizioni cognitive, sociali ed affettive. Questo testo descrive l'eziologia, l'epidemiologia i criteri diagnostici, la classificazione e gli strumenti diagnostici.

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