• Rassiunto del libro ANALIZZARE LA COMUNICAZIONE di Andrea Semprini La comunicazione si diffonde rapidamente nelle società contemporanee e occupa un posto sempre più grande nello spazio pubblico. L’identificazione di uno spazio di contenuto specifico che definiamo: spazio testuale per il testo, spazio discorsivo per l’enunciazione e spazio socioculturale per il fuori testo sociale dovrebbe articolare il problema delle relazioni. Si cercherà di fare emergere una sociosemiotica, intesa come disciplina che studia l'inscrizione del senso all'interno delle pratiche sociali. Le analisi proposte del programma sociosemiotico cercano: Doppio obiettivo: di tipo metodologico: cioè il fatto di avvicinare(studiare) la comunicazione dal basso, dalle sue occorrenze, da esempi specifici, attraverso le comunicazioni e non la comunicazione. E di tipo teorico.

  • Il termine pubblicità riveste un duplice significato quello dell’ essere pubblico e quello del rendere pubblico. Il primo per dire che qualcosa è accessibile al pubblico, il secondo pubblicità si intende il rendere pubblicamente noto un determinato evento. La nozione legale di pubblicità però si lega al lessico delle imprese per il quale pubblicità è sinonimo di pubblicità commerciale, ossia comunicazione rivolta al pubblico per stimolarlo al compimento di un certo tipo di atto economico (acquisto di beni o servizi). È la natura economica l’elemento qualificante della pubblicità commerciale la quale si differenzia da un’analoga forma di comunicazione ,la propaganda che si propone di stimolare comportamenti non economici e non di tipo commerciale. Il testo normativo che per primo ha aperto la strada all’attuale nozione giuridica di pubblicità è stato il codice di autodisciplina. Con contenzioso pubblicitario si fa riferimento alle vertenze che possono insorgere in ordine alla violazione di numerose disposizioni che regolano la comunicazione pubblicitaria. Gli organismi a cui è affidato il compito di giudicare se una certa pubblicità sia o non sia in contrasto con le norme che la regolano sono numerosi e di diversa natura e sono diverse le procedure che si svolgono davanti a essi.

  • Tra le varie norme che regolano la comunicazione, la funzione più importante è svolta a tutelare i suoi destinatari dalle insidie della pubblicità decettiva e ingannevole. Può accadere che la pubblicità abbia un contenuto tale da ledere valori dell’individuo o della società quali :ordine pubblico, sentimento religioso, convinzioni civili, senso della morale o del pudore, la sensibilità dei minori o la sicurezza dei cittadini. È per evitare che la collettività sia turbata nei rapporti, nelle credenze e nei sentimenti che ci sono diverse norme sia dall’ordinamento giuridico statuale e sia quello autodisciplinare.

  • Pubblicità comparativa indica quel tipo di comunicazione d’impresa con la quale l’azienda o il prodotto pubblicizzati vengono messi a confronto con le altre aziende o prodotti. Identifica in modo esplicito o implicito un concorrente o beni o servizi offerti da un concorrente. Alcuni ritengono che la pubblicità comparativa debba essere favorita perché aiuta i consumatori ad orientare le proprie scelte d’acquisto; altri invece dicono che la comparazione diretta è illecita perché atto di concorrenza sleale. Le due normative che regolano la pubblicità comparativa sono la legge dello stato con l’art.22 del codice del consumo e per l’autodisciplina l’art.15 C.A.P.

  • La pubblicità può tentare di conseguire le finalità promozionali traendo in inganno i suoi destinatari indirizzandoli verso un comportamento sulla base di dati mentonieri, illusori. Il problema della comunicazione commerciale menzognera e decettiva esiste e bisogna avere un sistema normativo che ponga dei limiti alla libertà di pubblicità e prevedendo strumenti capaci di reprimere quella ingannevole. La repressione della pubblicità ingannevole non è un problema che attiene solo all’area della consumer protection ma inducendo in errore il pubblico anche le imprese sono danneggiate. In italia c’è il generale divieto di ingannevolezza per la comunicazione sancito sia dalla legge dello stato, sia dal codice autodisciplinare.

  • La pubblicità occulta è vietata in base al principio di trasparenza: il destinatario deve essere consapevole della natura pubblicitaria di un contenuto stampa, TV, cinematografico. L’advertising mascherato può infatti rendere maggiormente credibile un’apparente informazione che sembra così neutrale. “La pubblicità occulta, dunque, nella multiformità delle sue espressioni, disorienta il pubblico dei consumatori, aggirandone i naturali meccanismi di difesa e reazione, oltre, naturalmente, ad alterare la ideale situazione di parità delle imprese nel confronto concorrenziale” Il product placement è una tecnica di strategia commerciale che prevede l’inserimento in un film di un marchio o un prodotto reale, che trova una sua giustificazione più o meno evidente nelle esigenze narrative e artistiche del film , a fronte del quale la produzione cinematografica riceve un compenso economico dall’inserzionista. Il product placement è stato giudicato dall’Autorità e dal Giurì come una forma di pubblicità occulta quando sulla base di indizi, denunciavano lo scopo promozionale ad es. le riprese erano reiterate non giustificate da esigenze narrative e quindi artificiose.

  • Il quadrato dei valori di consumo viene proposto da Floch in un saggio dedicato a varie campagne pubblicitarie di automobili Analizzando molte pubblicità di automobili, Floch individua un’opposizione fondamentale tra valori di base e valori d’uso VALORI DI BASE(esistenziali)  valori che corrispondono al piano delle preoccupazioni fondamentali dell’essere VALORI D’USO (pratici/utilitari)  valori pratici di tutti i giorni (eseguire certi compiti ordinari Floch constata come le pubblicità d’auto possano esaltare per esempio, i valori di maneggevolezza e affidabilità (valori d’uso) o virilità/femminilità, spirito di avventura dei conducenti, tutti valori che investono la sfera identitaria (valori di base).

  • L’audiovisivo pubblicitario nelle sue varie forma (spot,promo,trailer e videoclip) è una presenza costante nella comunicazione mass-mediatica. Lo spot pubblicitario è un prodotto molto presente nel nostro quotidiano ma tuttavia poco accessibile. Ecco perché ci si propone di andare a descrivere semioticamente ogni singolo spot pubblicitario. Per prima cosa però è opportuno vedere come si è evoluto il rapporto tra pubblicità e semiotica negli ultimi 40 anni.Infatti in seguito all’evoluzione del linguaggio pubblicitario sono iniziate delle riflessioni della disciplina della semiotica, dalle pioneristiche analisi di Roland Barthes e Umberto Eco che ci hanno portato a una sofisticata analisi dei testi verbo-visivi.Quindi si vuole vedere come si possono analizzare i filmati pubblicitari attraverso gli strumenti semiotici.

  • Appunti su Pubblicità, negozio giuridico e fatto giuridico.

  • La forma classica di pubblicità televisiva è rappresentata dallo spot, ossia un breve filmato della durata di 30 secondi. Gli spot pubblicitari non compaiono mai isolatamente durante un programma ma sono sempre raggruppati insieme e vanno a costituire le cosiddette pause pubblicitarie ("break pubblicitari"). La memoria è un aspetto cruciale della psicologia della pubblicità, in quanto la memoria è considerata il primo gradino, o meglio una condizione necessaria sebbene non sufficiente, nel determinare l’efficacia della pubblicità

Pagine