• I vaccini agiscono stimolando il nostro sistema immunitario a produrre anticorpi (sostanze prodotte dal corpo per combattere le malattie), senza che in realtà si manifesti la malattia. I vaccini attivano il sistema immunitario a produrre i propri anticorpi contro la malattia, come se il corpo fosse stato infettato da essa. Questo è chiamato “immunità attiva“. Se la persona vaccinata poi entra in contatto con la malattia stessa, il suo sistema immunitario la riconoscerà e immediatamente produrrà gli anticorpi necessari per combatterla.

  • Cenni storici sull'obbligo vaccinale in Europa L’obbligo vaccinale nacque con la diffusione in Europa della vaccinazione contro il vaiolo all’inizio dell’Ottocento: risultò presto evidente che proteggendo il singolo era possibile evitare la diffusione dell’epidemia all’intera collettività ma che, per ottenere questo risultato, era necessario avere un’adesione massiccia a questa pratica di prevenzione. L’introduzione della vaccinazione suscitava, oltre agli entusiasmi, anche profonde resistenze. La scelta di intervenire in modo coatto e organizzato per tutelare la salute pubblica si inseriva in un filone di pensiero, nato in Germania, secondo cui lo Stato si deve occupare attivamente di mantenere nelle migliori condizioni di salute possibili i suoi sudditi, per ottenere soldati e contribuenti sani e numerosi. Proprio la vaccinazione antivaiolosa, il primo provvedimento coattivo a essere diffuso in Europa, non tardò a trovare una violenta opposizione in Inghilterra, patria delle dottrine liberali avverse a tutto ciò che, partendo dal potere del governo, poteva interferire sulle libere scelte dei cittadini. Un appassionato dibattito sui limiti di intrusione del governo nell’ambito individuale si concluse con l’abolizione dell’obbligo nel 1898.In Italia l’obbligo di vaccinare contro il vaiolo tutti i nuovi nati è stato sospeso nel 1977 e abolito nel 1981. Nel frattempo erano diventate obbligatorie le vaccinazioni contro la difterite (1939), la poliomielite (1966), il tetano (1968) e l’epatite B (1991). Alcuni altri Stati, come la Francia, la Grecia, il Portogallo e il Belgio, hanno optato per l’obbligatorietà di alcune vaccinazioni. Altri, come il Regno Unito e la Finlandia, per la volontarietà accompagnata da un’adeguata offerta, dall’incentivazione e dalla propaganda. Altri ancora, come gli Stati Uniti, il Canada e in parte anche la Germania, hanno scelto una via intermedia: assenza di sanzioni per la mancata vaccinazione, ma necessità di certificato per l’ammissione a scuola.